Cronaca 16:56 | 03/07/2026 - Rimini

Pubblici esercizi, pubblicata l’analisi realizzata da Fipe. Calano pub e bar, in aumento i punti di ristoro secondo Confcommercio

La ristorazione continua a crescere a Rimini, soprattutto nelle aree centrali della città, mentre prosegue il calo di bar e pub, segno di un cambiamento nei modelli di consumo e di socialità. È quanto emerge dall’indagine “Pubblici esercizi e movida. La demografia d’impresa nei centri storici”, realizzata da FIPE-Confcommercio insieme al Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne, che ha analizzato l’evoluzione e la trasformazione delle imprese del settore tra il 2015 e il 2025.

Lo studio prende in esame quattro tipologie di attività – ristorazione con servizio, ristorazione take away, gelaterie e pasticcerie, bar - e, per 125 Comuni italiani di medie e grandi dimensioni, distingue l’andamento tra aree centrali e resto del territorio urbano. 

I numeri raccontano una città in cui la ristorazione tradizionale continua a investire. I ristoranti con servizio passano infatti da 342 a 360 attività (+5,2%), ma il dato più significativo riguarda proprio il centro cittadino, dove le imprese crescono da 114 a 143 (+25,3%), mentre nel resto della città si registra una lieve flessione (-4,8%). Continua anche la crescita della ristorazione take away, che sale da 170 a 186 esercizi (+9,3%), con un incremento più marcato nelle aree centrali (+24,3%) rispetto al resto del territorio (+3,3%).

Segno opposto, invece, per gelaterie e pasticcerie, che diminuiscono complessivamente del 16,8% (da 61 a 51 attività), e soprattutto per i bar, che in dieci anni passano da 448 a 368 esercizi, con una perdita di 80 attività (-17,9%). Il calo interessa sia il centro (-13,9%) sia le altre zone della città (-20,2%).

“Il quadro riminese riflette una trasformazione che interessa anche il resto del Paese – spiega il presidente di FIPE della provincia di Rimini, Denis Preite -. A livello nazionale il numero complessivo dei pubblici esercizi si è sostanzialmente stabilizzato dopo anni di crescita, mentre i bar sono la tipologia che registra la maggiore contrazione. I dati confermano la crescita della ristorazione sul nostro territorio. In particolare nelle zone centrali e in quelle sul mare i ristoranti sono un elemento capace di generare attrattività turistica e di trainare l’enogastronomia, diventata una componente strutturale della nostra destinazione. Un ruolo destinato a rafforzarsi ulteriormente anche grazie al recente riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità UNESCO, che rappresenta un’importante occasione di valorizzazione internazionale per tutta la filiera.

Purtroppo esistono ancora delle sacche di resistenza nel riconoscere l’enorme contributo dei pubblici esercizi al comparto turistico, cui deve corrispondere la possibilità di esprimere la relativa rappresentanza, ad esempio negli enti di promozione turistica per accompagnare questi cambiamenti con politiche capaci di preservare l’equilibrio e la vitalità cittadini. Di contro -prosegue Preite - assistiamo a una sensibile diminuzione di bar. Pesa certamente il cambiamento delle abitudini sociali, ma anche il fatto che molte attività, soprattutto pub, si siano convertite alla ristorazione. Dai dati dunque emerge che chi non ha una cucina attrezzata, come bar, pub e anche tanti alberghi, non riesce in questo momento a tenere il passo della crescita nel settore”.

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