Chi è Marina Abramović quando non fa Marina Abramović ? Impossibile inoltrarsi nella mostra “Trasforming Energy”, inaugurata alle Gallerie dell'Accademia di Venezia in occasione dell'80° compleanno dell'artista, senza porsi tale domanda. La risposta ha un valore relativo, ma cercarla “è la vera e unica forma di osservazione prolungata, meno passiva e più orientata alla presenza e alla partecipazione” (giusto per citare il Comunicato Stampa dell'evento). Arrivare morbosamente a presumere la risposta è l'unico vero obiettivo; è nascosto, ma predominante. Perchè sperimentare una serie di Transitory Objects, come letti e strutture in pietra, con quarzi e cristalli, sdraiandosi, sedendosi o rimanendo in piedi su di essi, per trasferire l'energia porta ad una fissazione. Non interiore, o personale, indirizzata verso sè stessi; ma tutta rivolta verso di lei. Infatti Marina vuole essere cercata, quando non c'è, e anche quando non fa la Abramović . Illusionismo o credulità, sta di fatto che molti spettatori, con anime ricettive, tra i cristalli illuminati, se dimenticano la domanda diventano catartici, plastici, materia manipolabile dal pensiero artistico.
Da qualche anno l'artista sta lavorando sul suo metodo per rendere più interattive le performance, mettendo in scena dei rituali collettivi per auspicare ad un rapporto diretto con il pubblico; come se le sue messe in scena al limite tra la paura e il dolore, lo sfinimento e la spettacolarità, non la saziassero più. “Trasforming Energy” è un richiamo, violento e tenero, che rieccheggia tra i capolavori delle sale dell'Accademia e urla “Sono qui!”, “Guarda te stesso per cercare me!” . E nell'illusione di intraprendere un dialogo con sé stessi, chapeau, Marina ci riesce. L'attenzione è sua. Ed in questa investitura, tra le sue opere piu famose come Balkan Baroque (Leone d'oro a Venezia nel 1997), la Pietà con Ulay (1983), Rhythm 0 (1974), Imponderabilia (1977), riesce a definirsi come donna consacrata, libera, anarchicamente matura nella sua creatività. Le sue opere, performative o inclusive che siano, sono un vestito/corazza che indossa per essere condotta dove la vita la aspetta; nei confini possibili che ha tracciato il suo spirito bisognoso che urla e richiama.
Chi è Marina Abramović quando non fa Marina Abramović ? La risposta è la parte più intima e personale dell'esperienza in laguna. Uno spirito bisognoso di riempire vuoti, e di crearne di nuovi, e che vuole morbosamente essere cercato. Forse è questo che urla silenziosa.
Stefania Bozzo

Max 33° 




















