Cronaca 13:27 | 08/05/2026 - Rimini

Cercava Protezione Internazionale e benefici, ma era maggiorenne e in Italia da anni. La Polizia di Stato arresta per truffa uno straniero che si fingeva un minorenne

In data 07.05.2026 è stato denunciato dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Rimini un cittadino tunisino che avrebbe dichiarato false generalità e una falsa età al fine di ottenere i benefici previsti per i minori stranieri non accompagnati.

Lo straniero si è presentato agli sportelli dell’Ufficio Immigrazione per chiedere Protezione Internazionale, tuttavia, a seguito di accertamenti svolti, il personale della Polizia di Stato ha scoperto che il giovane è giunto clandestinamente in Italia circa tre anni fa, arrivando a Genova, dove avrebbe dichiarato di essere minorenne pur essendo consapevole della propria maggiore età, al fine di non essere espulso e, soprattutto, al fine di ottenere i vantaggi previsti per i minori stranieri non accompagnati.

A seguito di tale dichiarazione, è stato inserito in una comunità di accoglienza per minori stranieri non accompagnati in Liguria, dalla quale si è successivamente allontanato. Poi, il giovane si è presentato presso la Questura di Rimini per richiedere un permesso per minore età, fornendo nuovamente false generalità e dichiarandosi ancora minorenne. Anche in questa circostanza, nell’immediatezza, è stato collocato in una struttura di accoglienza per minori, dove è rimasto per circa un anno e mezzo, con costi sostenuti dallo Stato. 

Gli accertamenti eseguiti dall’Ufficio Immigrazione hanno consentito di ricostruire dettagliatamente il percorso del cittadino tunisino dal suo ingresso in Italia fino allo scorso mese di aprile, accertandone la reale identità e la maggiore età.

Al termine degli accertamenti, il cittadino tunisino è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per false attestazioni sull'identità personale e truffa aggravata ai danni dello Stato per un ammontare di circa 50.000 euro, serviti per sostenere le spese per l’accoglienza nelle comunità per minori stranieri non accompagnati.

Si ricorda che nei confronti delle persone indiziate e imputate vige la “presunzione di innocenza”.

 

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