Cronaca 14:47 | 25/09/2026 - Bellaria Igea Marina

Il progetto sulla legalità incentrato su Pippo Giordano, icona della lotta alla criminalità

La Città di Bellaria Igea Marina ha avuto l’onore di ospitare oggi Pippo Giordano, ex investigatore antimafia ed icona della lotta alla criminalità organizzata: presente presso la residenza comunale di piazza del Popolo nel contesto del percorso itinerante ‘Lenzuoli della Legalità’. Un’iniziativa che ruota a 360 gradi attorno alla lotta alla mafia, alla valorizzazione della memoria, al coinvolgimento delle giovani generazioni, intrecciandosi a doppio filo con altre attività parallele. Per quello che è un grande, diffuso e multidisciplinare progetto sulla legalità in cui ha un ruolo centrale “Non mi arrendo! La mafia non è un film”, docufilm ideato, scritto e diretto da Ettore Zito, dedicato proprio a Giordano.

La visita e la firma sul lenzuolo.

L’ex investigatore ha raggiunto Bellaria Igea Marina insieme allo stesso Ettore Zito ed Emanuela Bassi, Assessore alla Legalità di quel Comune di Forlì che è ente promotore del progetto oltre che luogo di residenza di Giordano. Ricevuta dal Sindaco Filippo Giorgetti, la delegazione ha poi incontrato presso la Sala del Consiglio Comunale una platea composta da rappresentanti delle Forze dell’Ordine, della Giunta e del Consiglio comunale, delle istituzioni scolastiche, del mondo economico ed associativo, in particolare Confcommercio, CNA e Confesercenti. Un momento di confronto e condivisione, arricchito dalle toccanti parole che Giordano ha pronunciato ricordando i tanti compagni di viaggio della propria esperienza personale, a partire da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, a margine del quale è avvenuto l’altrettanto significativa firma sul Lenzuolo della Legalità: apposta simbolicamente dal primo cittadino Giorgetti a nome di tutta la comunità e seguita da quella dei rappresentanti presenti, in segno di adesione profonda e trasversale della Città di Bellaria Igea Marina alla mission che esso incarna. Come detto, il lenzuolo è il simbolo di un percorso civile itinerante che sta approdando in diverse località italiane, raccogliendo le firme e le testimonianze delle istituzioni, delle Forze dell’ordine, delle amministrazioni comunali, degli studenti, ma anche di singoli cittadini e titolari di aziende. Un vero e proprio patto civile contro le mafie che viaggia sulla stoffa, ispirandosi alla storica protesta nata a Palermo dopo le stragi mafiose del 1992: un risveglio delle coscienze, con le donne del capoluogo coraggiose che affidarono alle lenzuola esposte su terrazzi e balconi l’indignazione e la condanna di un’intera comunità. Al termine dell’iniziativa, tutti i lenzuoli saranno donati e custoditi all’interno del Museo Falcone-Borsellino, diventando una testimonianza dell’impegno assunto dalle comunità che avranno scelto di aderire. 

La storia di Pippo Giordano: dal docufilm ai giovani

Sul lenzuolo è impresso un pensiero di Lucia Borsellino, prima persona ad apporre simbolicamente la propria firma. Inoltre, vi campeggia la frase ‘Non mi arrendo! La mafia non è un film’, che è anche il titolo del menzionato docufilm dedicato a Pippo Giordano. La pellicola di Ettore Zito ne ripercorre la storia personale e professionale, incastonata tra le pieghe della più importante e drammatica stagione dell’antimafia nella storia repubblicana, dapprima nella Squadra Mobile di Palermo e successivamente nella Direzione Investigativa Antimafia; una parabola di vita straordinaria, al pari nell’impegno che da diciotto anni vede Giordano nelle vesti di divulgatore, soprattutto a beneficio delle giovani generazioni. Anche il docufilm si configura poi come parte di un tutto più ampio, affiancato dalla prima edizione del ‘Premio Legalità Pippo Giordano’: concorso nazionale rivolto proprio agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, che saranno chiamati a sviluppare riflessioni sui temi della legalità, della responsabilità civile e del contrasto alle mafie, grazie anche alle proiezioni della pellicola programmate in tantissimi comuni italiani.

 

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