Domenica 22 e lunedì 23 siamo chiamati a votare una riforma che riguarda da vicino la vita di tutti: la giustizia. Non è solo un tema per addetti ai lavori. È qualcosa che può toccare chiunque, in qualsiasi momento. In queste settimane si è sentito tutto e il contrario di tutto. Troppe parole, spesso confuse. Troppe paure alimentate senza entrare nel merito. Ma il punto è semplice: si vota un testo preciso. Ed è su quel testo che chiediamo ai cittadini di informarsi in queste ultime ore e scegliere.
La riforma attua finalmente l’art. 111 della Costituzione: mettere accusa e difesa sullo stesso piano, davanti a un giudice davvero terzo e imparziale. Oggi questo equilibrio non è pienamente garantito. Con la separazione delle carriere tra magistrati che accusano e magistrati che giudicano, si rafforza l’imparzialità del processo e si tutela meglio chi si trova ad affrontare un giudizio.
Non si tratta di indebolire la magistratura, ma di renderla più credibile ed equilibrata. La riforma prevede infatti anche due Consigli Superiori della Magistratura distinti, uno per chi giudica e uno per chi accusa: entrambi autonomi e indipendenti, ma finalmente separati. Questo serve a ridurre il peso delle correnti interne e a restituire centralità al merito.
Viene inoltre istituita un’Alta Corte disciplinare, per garantire che eventuali errori gravi non restino senza conseguenze. Parliamo di errori che hanno segnato la vita delle persone. Il caso di Enzo Tortora è rimasto nella memoria collettiva. Ma non è un’eccezione isolata: ogni anno circa mille cittadini finiscono in carcere da innocenti. Dietro questi numeri ci sono vite, famiglie, lavoro, dignità.
La separazione delle carriere è già realtà in molti ordinamenti democratici e liberali. È una scelta di civiltà che rafforza i principi della nostra Costituzione, non li indebolisce.
Questo referendum non è un voto sul governo. Non è un voto ideologico. È una scelta concreta che riguarda i diritti dei cittadini.
Per queste ragioni, il Partito Liberaldemocratico di Rimini invita i cittadini a votare Sì.
Per una giustizia più equa, più trasparente, più vicina ai cittadini.

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