Nella tarda serata dell'8 marzo, giornata internazionale della donna, un uomo di 38 anni ha inseguito e speronato l'auto dell'ex compagna, a Rimini, poi è sceso dal veicolo e ha colpito il finestrino con un paio di forbici urlando "apri, apri che ti devo ammazzare". La donna - come riportano l'edizione riminese de 'il Resto del Carlino' e il 'Corriere Romagna' - ferita dalla collisione contro un muretto, è riuscita a ripartire e a mettersi in salvo.
Per l'uomo il Gip ha disposto il divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico e obbligo di mantenere una distanza di almeno mille metri. Il Pm aveva chiesto la custodia in carcere.
L'episodio, raccontano i giornali locali, è solo l'ultimo di una serie di maltrattamenti che il 38enne, di origine egiziana, avrebbe messo in atto per anni nei confronti della donna, con cui ha avuto tre figli, dopo la fine della convivenza. Già nel 2024, a seguito di una prima denuncia, era stato rinviato a giudizio per condotte analoghe iniziate dodici anni prima. Il tamponamento sarebbe avvenuto a pochi giorni dalla prossima udienza del procedimento in rito abbreviato.
Tra gli episodi contestati: schiaffi in viso, messaggi con minacce di morte, telefonate continue per controllarne gli spostamenti, l'invito rivolto al figlio a spingere la nonna dalle scale. Nel tamponamento dell'8 marzo la donna ha riportato trauma cranico, distorsione cervicale e contusione alla spalla sinistra, con prognosi di 20 giorni; ferita anche un'amica che si trovava in auto, con 10 giorni di prognosi.

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