Green 18:40 | 13/03/2026 - Rimini

Gruppo Lisi in consiglio comunale: "Sempre dalla parte delle politiche e dell'ambiente, approvate la nostra mozione"

Da settembre ci siamo interessati al voler portare all'approvazione in Consiglio Comunale di questa importante Mozione a favore dell'ambiente. Saremmo il primo Comune italiano ad approvare una mozione fondamentale per il benessere dell'ambiente e per poterlo tutelare con azioni concrete ed efficaci. Infatti numerosi Comuni in tutto il mondo, hanno dichiarato l'emergenza climatica e stanno lavorando per promuovere strategie volte a ridurre le emissioni di gas serra secondo quanto stabilito dall'Accordo di Parigi, un quadro globale giuridicamente vincolante per cercare di limitare l’aumento della temperatura globale entro 1,5 °C. Il trattato che andremo ad approvare in Consiglio Comunale, ha l'obiettivo di porre i sistemi alimentari al centro della lotta alla crisi climatica, in modo da arrestare il degrado degli ecosistemi causato dall'agricoltura animale, promuovere un passaggio a diete vegetali più sane e sostenibili e rimediare attivamente ai danni arrecati alle funzioni planetarie, ai servizi ecosistemici e alla biodiversità. Questo Consiglio osserva che: Anche se interrompessimo immediatamente le emissioni di combustibili fossili, le emissioni dei nostri sistemi alimentari da sole basterebbero a portare la temperatura globale sopra gli 1,5°C 1.

L'industria zootecnica potrebbe essere responsabile a livello globale del 32% delle emissioni di metano.

Il Methane Assessment effettuato dalle Nazioni Unite nel 2021 afferma che la zootecnica potrebbe essere la più grande fonte di emissioni di metano causate dall'uomo e che il metano deve essere ridotto del 45% in questo decennio per evitare aumenti di temperatura superiori a 1,5°C.

Pertanto, limitare le emissioni di metano nel settore alimentare è di assoluta necessità. L'Italia si colloca al 46° posto tra i Paesi del mondo con le emissioni più elevate per il settore agricolo, calcolate su un periodo di 20 anni. Le diete vegetali potrebbero avere un impatto di circa 1/4 rispetto alle diete in cui si consumano 100g di carne al giorno per quanto riguarda emissioni climalteranti, inquinamento delle acque e utilizzo dei terreni.

Lo Special Report on Land Use dell'IPCC (2019) ha dimostrato che un sistema alimentare a base vegetale ha un potenziale di risparmio di quasi 8 miliardi di tonnellate di emissioni di gas serra entro il 2050. L'industria zootecnica è inoltre il principale motore della deforestazione in tutti i Paesi amazzonici, responsabile dell'80% degli attuali tassi di deforestazione.

Il passaggio a un'alimentazione a base vegetale ha un potenziale di riduzione del 76% del suolo necessario alla produzione di cibo: ciò ci consentirebbe di rinaturalizzare grandi quantità di terreni e di ripristinare i serbatoi di carbonio (come le foreste e le torbiere).

L'Europa registra l'aumento più rapido della temperatura a livello globale, con una maggiore frequenza di caldo estremo e un cambiamento delle precipitazioni atmosferiche. In alcuni luoghi si verificano più episodi di siccità, in altri più inondazioni e in altri ancora entrambe le cose. L'Europa meridionale può aspettarsi una notevole diminuzione delle precipitazioni complessive e siccità più gravi. L'Europa meridionale è esposta a rischi maggiori a causa del crescente impatto delle ondate di calore e della siccità sulla produzione agricola, sul lavoro all'aperto, sul turismo estivo e sugli incendi. Le aree rurali e le economie locali che dipendono dai servizi ecosistemici in questa regione sono in grave vulnerabilità. Anche la città di Rimini verrà colpita dalla crisi climatica e sta già subendo i suoi effetti attraverso ondate di calore più intense, eventi meteorologici estremi come alluvioni e siccità e un clima sempre più imprevedibile, come dimostrato da studi recenti che la inseriscono tra le città europee più vulnerabili. La natura selvatica si sta riducendo a livello globale a tassi senza precedenti; circa 1 milione di specie animali e vegetali su 8 milioni sono oggi minacciate di estinzione. Il sistema alimentare è il principale responsabile globale della perdita di biodiversità negli ecosistemi sia terrestri che acquatici. Adottare una dieta vegana riduce la distruzione della fauna selvatica del 66% e il consumo di acqua del 54%. Secondo il rapporto IPBES, quasi il 75% delle risorse di acqua dolce del pianeta è destinato all'allevamento e alla coltivazione (per larga parte di mangimi). I legumi e le proteine vegetali impattano significativamente di meno rispetto ai prodotti di origine animale. La produzione di un litro di latte vaccino ad esempio utilizza 13,5 volte più terra, produce 3,2 volte più emissioni di gas serra, utilizza 22,6 volte più acqua dolce e porta a un'eutrofizzazione del terreno 10 volte maggiore rispetto ad un litro di latte di soia. Tutti gli Stati membri europei si sono impegnati per legge a raggiungere la neutralità di carbonio nel 2050 e a ridurre le emissioni di gas serra del 55% rispetto al 1990 entro il 2030. Questi obiettivi fanno parte del "Fit for 55" del Green Deal europeo, per impegnarsi a rispettare l'Accordo di Parigi.

Già l’Agenda 2030 approvata nel 2015 ha fissato 17 obiettivi e 169 target per la trasformazione sostenibile, in particolare si fonda sulle 5 P, di cui: <<il Pianeta: tutelare il pianeta contrastando il degrado ambientale attraverso pratiche di consumo e produzione sostenibili. Questo include una gestione responsabile delle risorse naturali e interventi immediati per mitigare gli effetti del cambiamento climatico, garantendo il benessere delle generazioni attuali e future>>. E questi obiettivi vengono esplicati ai punti 3, 12,13 e 15 dell’Agenda. Nel 2022 è stata inserita nella nostra costituzione la modifica degli artt 9 e 41 al fine di far entrare i conteggi di giustizia intergenerazionali per un reale passaggio allo sviluppo sostenibile. Le stesse imprese sono tenute ad incentrare il proprio modello di business considerando specificamente il benessere sociale e l’ambiente. La nostra sfida per la sostenibilità globale sarà vinta o persa nelle città- Comuni se verrà attuata la territorializzazione da parte degli enti dei target previsti dall’Agenda 20230. Vogliamo che l'amministrazione comunale di Rimini cerchi di integrare la sostenibilità nell’azione politica verso una visione a lungo periodo che potrà avere effetti sulle generazioni future. Avere un bilancio sociale per l’ente locale interessato sarebbe lo strumento migliore per la gestione della rendicontazione sociale delle politiche dell’ente. La comunicazione ai cittadini è fondamentale affinchè tutti gli attori del territorio partecipino alle politiche attive ne comprendano il valore e diventino a loro volta agenti del cambiamento. Le sfide dello sviluppo sostenibile hanno bisogno di integrazione tra i diversi livelli (Nazionale- regionale- locale). Gli obiettivi delle agende territoriali per lo sviluppo sostenibile potrebbero essere inseriti nei documenti unici di programmazione degli enti locali.

Considerando tutto questo si segnala che:

È in corso un'iniziativa globale che chiede la negoziazione del Trattato Plant Based 18 a livello internazionale come complemento all’Accordo di Parigi. Attraverso le sue tre richieste principali - Abbandonare, Ridirezionare e Ripristinare, ciascuna corredata da una serie di proposte di azioni concrete - il Trattato Plant Based mira a fermare l'accelerazione dell'espansione della zootecnia a livello globale, a incentivare e promuovere un sistema alimentare a base vegetale e a ripristinare gli ecosistemi in linea con l'impegno di limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C. Più di 62 città nel mondo, comprese Edimburgo, Los Angeles, Belfast e Amsterdam, hanno già aderito al Trattato Plant Based e più di 1400 politici, di diversi orientamenti, hanno firmato il Trattato come singoli. Le azioni volte a migliorare l'accessibilità e a promuovere il consumo di alimenti a base vegetale, nonché a incentivare il passaggio graduale degli allevatori verso la produzione agricoltura vegetale, contribuiranno a preparare Rimini agli impatti del cambiamento climatico, a migliorare la giustizia sociale, la salute dei cittadini e il benessere economico e a sostenere la città nella riduzione delle emissioni.

Noi della Lista Gloria Lisi per Rimini teniamo davvero tanto che venga approvata questa mozione e proprio ieri l'abbiamo inviata a tutte le consigliere e i consiglieri di maggioranza e opposizione ed alla Presidente del Consiglio Comunale di Rimini, auspichiamo che questa condivisione porti bruni frutti!

Gruppo Gloria Lisi per Rimini

Cons. Gloria Lisi

Cons. Stefano Murano Brunori 

 

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