Sta prendendo sempre più forma compiuta il nuovo volto della sanità riminese, con il significativo potenziamento dell'assistenza territoriale. Lo hanno potuto toccare con mano i partecipanti alla ‘Passeggiata di cantiere tra relazioni e luoghi della salute’, organizzata dal Distretto di Rimini d’intesa con il Comune e svoltasi nella tarda mattinata di giovedì 19 marzo direttamente nei cantieri, per fare il punto sullo stato di avanzamento dei lavori di costruzione dell’Ospedale di Comunità (Os.Co), ormai prossimi alla conclusione, e della Casa della Comunità di Rimini, strutture entrambe collocate nel polo centrale di via Settembrini, accanto all'ospedale Infermi.
“A fine luglio termineranno i lavori per la realizzazione dell’Os.Co e poi sarà possibile attivare i 20 posti letto previsti per questo intervento, dal costo complessivo superiore ai 7 milioni e mezzo di euro e finanziato con fondi PNRR”, ha confermato Enrico Sabatini, Direttore U.O. Attività Tecniche Rimini, ai rappresentanti di associazioni del Terzo Settore, sindacati e Comitati Consultivi Misti e ai professionisti presenti all’iniziativa, aperta anche agli organi di informazione. “Collegato a questo edificio ci sarà il fabbricato che ospiterà la Casa della Comunità – ha aggiunto l’architetto Sabatini – e dalla prossima settimana si inizierà a realizzare le fondazioni dopo alcuni rallentamenti legati ai ritrovamenti archeologici nell’area. La nuova Casa della Comunità sarà un edificio a due piani, di 4.000 metri quadrati, con un investimento complessivo di 13 milioni di euro finanziato con risorse ex articolo 20. I lavori del primo stralcio si concluderanno nel corso dell’anno 2027 e successiva attivazione dei servizi entro l’anno. Il secondo stralcio verrà ultimato con finanziamenti ulteriori già in fase di conferma ex art. 20 e destinato ad altri servizi territoriali, così da integrare le attività svolte nelle strutture che sorgeranno nell’area della salute adiacente all’ospedale potenziando i servizi per i bisogni dei cittadini. Si sta già lavorando per una dotazione di parcheggi adeguata per le funzioni delle due strutture, al momento li stiamo implementando ingrandendo le aree che abbiamo”.
“Abbiamo invitato prioritariamente associazioni, Terzo Settore, sindacati e professionisti proprio per ribadire che Os.Co e Casa della Comunità per noi hanno un senso profondo di lavoro con tutta la comunità – ha sottolineato Mirco Tamagnini, Direttore del Distretto di Rimini – che va coinvolta nella strutturazione dei percorsi di salute che come Ausl Romagna stiamo portando avanti. Questi spazi sono infatti un ulteriore forte investimento che l’azienda sta sostenendo su servizi di salute, e in questo momento rivolgo il mio grazie all’Ufficio Tecnico per l’eccellente lavoro svolto, ma sono spazi della comunità, nei quali intendiamo svolgere tutta una serie di attività, non solo ambulatoriale, ma anche di prevenzione, coinvolgimento attivo e costruzione insieme ai cittadini. Insieme al Comune di Rimini, e ringrazio pubblicamente la Giunta e il Consiglio Comunale, stiamo costruendo tanto sul territorio in termini di prossimità e queste strutture e servizi sono attività pienamente integrate con lo sviluppo dei Nodi Territoriali di Salute. Il concetto di prossimità per noi è anche quello di sentire i cittadini sempre più vicini ai servizi di salute e la presenza di tante realtà oggi a questa iniziativa è la conferma del lavoro che si sta portando avanti”.
“Siamo veramente molto contenti di vedere questo ulteriore passo avanti significativo del cambiamento radicale della sanità territoriale – ha dichiarato Kristian Gianfreda, assessore comunale alle Politiche per la Salute e Presidente del Comitato di Distretto – Abbiamo attuato da tempo una stretta sinergia con l’azienda sanitaria e il territorio, per rendere concrete le politiche socio-sanitarie, e un esempio sono proprio i Nodi Territoriali, fondamentalmente un pezzo dei servizi che avrà come riferimento questo luogo. Non siamo tra i primi in regione a vedere realizzate Case di Comunità, ma siamo tra i primissimi ad avere già pronto tutto il personale e le strategie sociali e sanitarie per far diventare operativi questi muri, che da soli non bastano. E credo che siamo pronti per mettere in campo tutto quel che sta dentro a questi muri“.
Il ruolo fondamentale dell’Os.Co nel lavoro di integrazione con la medicina generale in tutti i percorsi in favore dei cittadini nei passaggi ai diversi setting assistenziali (dall’ospedale al territorio, ma anche dal territorio verso luoghi intermedi) è stato evidenziato da Antonella Dappozzo, Direttrice U.O. Cure Primarie Rimini e Riccione: “Sia Os.Co che Casa della Comunità prima che essere strutture sono servizi per la comunità fortemente integrati. I posti letto dell’Os.Co sono dedicati alle situazioni intermedie, cioè non tali da giustificare un ricovero in un reparto per acuti ma non sufficientemente autonomi per essere gestiti a domicilio. Una fascia di bisogni emergente estremamente per la quale ci stiamo attrezzando per rispondere nella maniera più appropriata, in questo caso con una struttura a gestione mista, infermieristica con la presenza medica. Sarà un ricovero breve, mediamente di 20 giorni, per restituire le abilità perse alla persona e restituirlo poi alla sua famiglia e al suo luogo di vita”.
Le funzioni fondamentali della Casa della Comunità sono: accoglienza, decifrazione dei bisogni e orientamento, costruzione di un profilo di cura e presa in carico appropriato per quella situazione. Nella strategia più ampia che vede Rimini impegnata nel potenziamento dell'assistenza di prossimità sono dunque tre le Case della Comunità previste in una nuova rete territoriale la cui realizzazione sta avanzando. E’ già attiva la Conferenza dei Servizi per la realizzazione della Casa di Comunità di Rimini Nord (Viserba), in un partenariato pubblico-privato che coinvolge il Comune e l'Azienda USL della Romagna, mentre per Rimini Sud – Miramare si è in attesa della conclusione dell’iter della sanatoria per i locali (struttura individuata lungo la Statale) richiesta dalla proprietà.
Un altro tassello chiave nella prossimità ai bisogni di salute è rappresentato dall’assistenza domiciliare e dall’Infermiere di famiglia e di comunità. “Questa nuova figura che ha in carico 3000 residenti in un determinato quartiere sarà un riferimento importante per i cittadini – ha ricordato Laura Severini, responsabile di tale servizio per il Distretto di Rimini -, insieme al medico di medicina generale una persona di fiducia a cui rivolgersi per qualsiasi tipo di domanda, non solo sanitaria. Sicuramente un tramite, un gancio fondamentale, per l’inserimento delle persone in questi contesti di comunità, dove si fa salute, con momenti di rete e di relazione”.
“In tutto questo percorso la partecipazione attiva delle associazioni di volontariato e di promozione sociale si è dimostrata nei fatti una componente essenziale per attivare questo processo di cambiamento culturale e storico – ha evidenziato, tra gli altri, Loredana Urbini di VolontaRomagna – legato al tema della cura, del prendersi cura e del considerare i bisogni della persona a tutto tondo. Una collaborazione che lascerà un segno davvero significativo per lungo tempo”.

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