Cronaca 12:32 | 13/03/2026 - Bellaria Igea Marina

Alkamar, la strage dimenticata e cinquant’anni di misteri italiani. Lista Jami presenta venerdì, ore 17.30, sala Pironi, Corso d’Augusto 231, il libro di Lucio Luca

Due carabinieri trucidati in una casermetta ad Alcamo Marina, una strage che ancora non ha un colpevole, un misterioso suicidio in carcere, confessioni estorte con le torture, ragazzi che a cui è stata rubata la vita. Nella vicenda entrano a pieno titolo la mafia, la massoneria, la presenza di Gladio, gli omicidi di Peppino Impastato e di Mario Rostagno, i traffici con la Somalia. E’ la storia che il giornalista Lucio Luca, da trent’anni a Repubblica, racconta nel libro “L’ultima spiaggia. Alkamar, la strage dimenticata e cinquant’anni di misteri italiani” (edito da Aliberti), che verrà presentato a Rimini venerdì 20 marzo alle 17.30, nella sala Pironi in Corso d’Augusto 231. 

Con l’autore dialogherà il magistrato Daniele Paci; modera Patrizia Lanzetti. La presentazione è organizzata dall’associazione Lista Jamil-Rimini Rinata.

La voce narrante di questa spy story piena di colpi di scena è quella di Giuseppe Gulotta che ha trascorso più di vent’anni in carcere da innocente. Aveva poco più di 18 anni Gulotta quando, nella notte tra il 26 e il 27 gennaio del 1976, un commando di killer fece irruzione nella piccola caserma dei carabinieri di Alcamo Marina in provincia di Trapani e uccise a sangue freddo due giovani militari, Salvatore Falcetta e Carmine Apuzzo. Le indagini puntarono subito sulla pista del terrorismo rosso, malgrado la telefonata di rivendicazione di un sedicente gruppo vicino alle BR si rivelò subito un tentativo di depistaggio. Un paio di settimane dopo venne fermato un anarchico con due pistole compatibili con quelle utilizzate dai killer. Il giovane venne interrogato con metodi brutali, vere e proprie torture, e alla fine gli fu estorta una confessione nella quale indicò i nomi dei suoi complici. Sono tre ragazzi di Alcamo e un bottaio di Partinico. Poche ore dopo davanti al magistrato l’anarchico ritrattò tutto, ma nessuno lo ascoltò e cominciò per loro un lungo calvario giudiziario. L’anarchico morirà suicida (o “suicidato”?) in carcere, due ragazzi minorenni fuggiranno in Sudamerica, il bottaio sarà ucciso in carcere dal cancro, Giuseppe Gulotta resterà in carcere per ben 22 anni fino a quando, nel 2007, uno dei carabinieri confesserà le torture della notte dell’arresto e scagionerà i quattro amici di Alcamo. Chi ha ucciso, dunque i due carabinieri della casermetta di Alkamar? E soprattutto, qual è il movente? Resta un mistero, un altro in una zona, come quella di Trapani, che di delitti inspiegabili e non spiegati ne è ricca.

L’appuntamento di venerdì 20 marzo alle 17,30 alla sala Pironi in Corso d’Augusto 231 a Rimini, è aperto al pubblico e fa parte della serie di incontri che Lista Jamil organizza periodicamente per parlare e affrontare temi di attualità, e di interesse politico e sociale.

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