Cronaca 12:15 | 05/03/2026 - Rimini

Cinque condanne per reati fiscali a una famiglia che gestiva punti di ristorazione

E' di ieri la notizia che Il Tribunale di Rimini, in primo grado ha condannato nel processo per evasione fiscale da circa 1,3 milioni di euro, alcuni imprenditori riminesi. Praticamente una famiglia intera. Al padre di 66 anni sono stati comminati due anni di pena. Al figlio e alla sorella, di 36 e 32 anni invece sono toccatoe rispettivamente pene che variano da un anno a due anni e due mesi. Un terzo soggetto facente parte del gruppo è stato condannato a un anno e due mesi. Intervenuta la prescrizione per altri due imputati, tra cui la moglie dell'imprenditore di 66 anni. Sempre in primo grado, avanzano oltre alle condanne di cui sopra l'interdizione di tutto il gruppo da ogni incarico societario. Disposta la confisca di circa 470mila euro, contro l'iniziale sequestro di beni per un totale equivalente ad un milione e 300mila euro. Le indagini avviate della Guardia di Finanza, ormai sei anni fa, avrebbero scoperto un sistema messo in pratica dagli indagati per gestire attività molto redditizie, come punti di ristorazione e bar aperti giorno e notte. Fin qui nulla di strano, ma le fiamme gialle nel corso del lavoro di verifica scoprivano che i ricavi non venivano dichiarati al fisco. Questo perchè mettendo in piedi un sistema di fatturazioni fittizie e trasferendo gli asset aziendali a società di facciata, vendute succesivamente a prestanome nullatenenti, non restavano utili. Ma successivamente gli stessi asset venivano ricomprati e quindi puliti nel corso di questi passaggi, sanati molti debiti con il fisco. Nel corso del lavoro della Guardia di Finanza sono stati apposti i sigilli a bar della città storici e molto noti. Trovati al lavoro all'interno dei luoghi di ristorazione anche 81 persone, che svolgevano attività nei pubblici esercizi senza mai essere stati messi in regola dalla proprietà. Nel corso delle udienze dibattimentali, non è stata riconosciuta la sussistenza del reato principale, ovvero la sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, mentre sono stati confermati a vario titolo reati fiscali minori, come l'omessa dichiarazione e l'emissione di fatture false. Da questo derivano le condanne comminate. I difensori degli imputati hanno confermato che ricorreranno per i propri clienti in Appello.