La Polizia di Stato di Rimini, nell’ambito dei controlli predisposti dal Questore sulla regolarità delle attività dei pubblici esercizi e sulle attività di commercio per la tutela della salute pubblica e per la difesa dei consumatori, ha organizzato verifiche specifiche nella zona sud di Rimini, con la collaborazione del personale del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro (N.I.L.) di Rimini e di personale tecnico della Prevenzione dell’Unità Operativa Igiene Alimenti e Nutrizione dell’Azienda USL della Romagna.
In particolare, nel pomeriggio di giovedì 23 u.s., il personale della Divisione Polizia Amministrativa della Questura di Rimini, con l’ausilio degli uffici sopra citati, ha effettuato controlli amministrativi a diversi minimarket e bazar siti in Viale Regina Margherita per verificarne il corretto esercizio.
Nel corso dei citati controlli, all’interno di uno dei minimarket, gestito da una cittadina di origine bengalese, la Polizia di Stato ha constatato la totale assenza dei dispositivi antincendio (estintori), denunciando per tale ragione la titolare all’Autorità Giudiziaria.
Inoltre, la stessa titolare non era in grado di esibire la documentazione fondamentale inerente alla sicurezza sul luogo di lavoro, la quale, non risultava corrispondente agli standard previsti dalle varie normative di settore.
Il personale del N.I.L., di conseguenza, ha emesso un provvedimento di sospensione dell’attività con decorrenza immediata per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in quanto non solo non era presente sul posto il Documento di Valutazione dei Rischi (D.V.R.), ma si accertava che lo stesso non era stato mai predisposto, inoltre sono state contestate altre violazioni di natura amministrativa come: l’assenza di ancoraggio strutturale delle scaffalature all’interno del negozio, la mancanza della cassetta del pronto soccorso, diversi problemi all’impianto elettrico e, infine, l’ installazione di un impianto di video sorveglianza senza la prevista e preventiva autorizzazione all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Rimini.
Anche il personale Tecnico della Prevenzione dell’Unità Operativa Igiene Alimenti e Nutrizione dell’Azienda USL della Romagna ha accertato gravi carenze igienico sanitarie, la più grave delle quali è costituita dal mancato allaccio alla rete dell’acquedotto pubblico, quindi dalla totale assenza di acqua potabile nell’esercizio. Tale violazione ha comportato un ulteriore provvedimento di sospensione dell’attività, emesso dall’AUSL, fino al ripristino degli allacci.
Numerose le merci scadute trovate alla libera vendita.
Al termine del controllo, oltre a dover chiudere l’attività immediatamente, il titolare è stato complessivamente sanzionato per oltre 15.000 euro.

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