“Oggi l'Italia festeggia il 25 aprile”, noi celebriamo la libertà dall’oppressione nazi-fascista. Ma le riflessioni devono essere anche attualizzate: la vita di ogni persona ha valore se può essere vissuta in libertà, perché senza libertà non c'è vita. Troppo spesso in Italia dimentichiamo la storia, non ricordiamo che la libertà di cui oggi godiamo è stata garantita dalla morte di migliaia e migliaia di uomini e donne e di altri milioni di persone che hanno sofferto la fame e sopportato la miseria umana del conflitto per ottenere la libertà in questo Paese. Un bene di cui oggi tutti gli italiani beneficiano senza magari rendersi conto del prezzo altissimo pagato dai nostri padri e dai nostri nonni. Falsificheremmo la storia non riconoscendo il fatto che a liberare l’Italia sono stati gli eserciti alleati, migliaia di ragazzi venuti da lontano, americani, inglesi, indiani, greci, ecc. con lingue, religioni e divise diverse, con bandiere cucite sulla divisa e piastrine al collo per riconoscerne tristemente i resti, sbarcati nel nostro paese e in tanti qui sepolti, morti per la nostra libertà. Noi in Italia celebriamo il 25 aprile, ma dimentichiamo che 20.000 ragazzi della Brigata ebraica con la stella di Davide ben in vista sulla divisa, senza ancora avere ancora una patria, ma forti di un ideale altissimo, hanno combattuto in Italia per la libertà della nostra nazione. Qualche giorno fa ero in piazza a Rimini per l’ennesima manifestazione pubblica organizzata dai giovani iraniani per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla battaglia di libertà in corso nel loro Paese. Hanno chiesto a tutti i partiti italiani la solidarietà: la Lega era presente, non ho mai fatto mancare il nostro appoggio, così come altri partiti hanno aderito senza indugio. Mancava purtroppo tutta la sinistra che, sicuramente per pregiudizi ideologici e per una evidente vicinanza al regime teocratico, non ha voluto schierarsi per la libertà di questo popolo che aspira alla stessa libertà a cui aspiravano gli italiani oppressi dall’occupazione e dal regime. E allora diciamolo: la sinistra e il Pd in particolare sono sempre più in contraddizione, festeggiano e si appropriano della Festa della Libertà e del 25 aprile, libertà che ci è stata garantita dagli Alleati, ma arretrano e si negano se si manifesta per la libertà in Iran.
Quella manifestazione si è svolta nella più totale tranquillità, i ragazzi iraniani hanno fatto i loro interventi, condannando chi ha massacrato i loro cari, hanno esposto le loro speranze di libertà, hanno ringraziato chi oggi sta impegnandosi per trasformare quel sogno in realtà. I ragazzi hanno fatto sventolare le loro bandiere con orgoglio e dignità, quelle di un Iran pre-teocrazia islamica, pre ayatollah, con il leone e il sole, simboli che affondano le radici nella loro storia, insieme alla bandiera Usa e a quella di Israele, hanno ringraziato chi ha raccolto il loro grido di aiuto e combatte contro il regime sanguinario, hanno identificato il figlio dello Scià come autorità credibile e capace di traghettare la nazione iraniana lontana dalle secche oscurantiste della dittatura islamica, questa è la loro libera scelta e va rispettata. Nessuno ha il diritto di denigrare o ostacolare questi ragazzi, tantomeno chi ricopre cariche di amministratore locale, che deve rappresentare tutte le istanze anche di chi non la pensa allo stesso modo. Non descrivo i modi poco democratici visti e le pesanti parole ascoltate con cui sono stati apostrofati i manifestanti, non mi dilungo sul triste episodio che ho visto e sentito. Resta il fatto che noi celebreremo il 25 aprile, festa della Liberazione, e qualcuno durante i festeggiamenti, per onestà intellettuale, dovrà forzatamente interrogarsi dei motivi per cui ciò che fu fatto da altri per la nostra libertà non possa essere fatto per chi la chiede oggi.
La storia attuale ci mostra un regime sanguinario che non rispetta i suoi figli ma li uccide, al pari della peggiore dittatura nazi-fascista. A suo tempo con la Germania nazista non si poté trattare, così come oggi non è possibile trattare con un regime teocratico sanguinario. Triste osservare una società che non ha visione del futuro e degli infiniti benefici che porterebbe la normalizzazione nel Medio Oriente. L’auspicio è che, nonostante la propaganda martellante della sinistra, si possa sviluppare una narrazione più aderente alla realtà e propositiva nei confronti di Trump e di Netanyahu: essere critici è un diritto ma sempre basandosi sulla verità e attualizzando la storia.
Il 25 aprile ricorre l’anniversario della Libertà dell’Italia, credo che nessuno possa negare lo stesso diritto ai giovani iraniani.
W la Libertà"
Gilberto Giani
Segretario comunale Lega

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