Il Tribunale Collegiale di Rimini ha inflitto una pena di sette anni di reclusione, oltre all'interdizione perpetua dai pubblici uffici e il divieto a vita di ricoprire incarichi in scuole o strutture frequentate da minori, ad un uomo di 68 anni di origine catanese, all'epoca dei fatti residente a Rimini, finito a processo per aver prima adescato e poi minacciato online una ragazza di 16 anni residente in provincia di Firenze. I fatti sono di qualche anno fa e prendono vita, come spesso accade in questi casi, dietro il vetro di uno smartphone. L'uomo si era presentato sul web con l'immagine di un ragazzo giovane, dicendo bugie sulla propria età e sul suo reale aspetto fisico. Dopo aver conquistato la fiducia della minorenne, le conversazioni sono diventate sempre più spinte, accompagnate da richieste di atti sessuali, foto e video espliciti. Quando la giovane ha cercato di interrompere i rapporti, l'atteggiamento dell'uomo è totalmente cambiato: insulti, pressioni e minacce di diffondere le immagini intime ricevute sono diventati sempre routine. Per costringere la ragazza a riprendere il rapporto, l'imputato ha persino tentato di ricontattarla attraverso un secondo account. La Squadra Mobile, coordinata dalla Procura di Rimini, una volta ricevuta la denuncia ha fatto partire subito le indagini, terminate con la notifica di conclusione nel mese di dicembre 2023. Il meticoloso lavoro della forze dell'ordine ha fatto venire a galla la presenza di file pedopornografici della minorenne sul cellulare dell'uomo. Il collegio giudicante ha dichiarato l'indagato penalmente responsabile dei reati contestati, condannandolo anche al pagamento delle spese processuali e all'interdizione legale per l'intera durata della pena.
Cronaca
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