I recenti dati INAIL sulle denunce di infortunio sul lavoro del 2025 nelle province romagnole di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini confermano che il rischio infortunistico resta significativo e richiede attenzione costante.
Nel 2025, complessivamente, Forlì-Cesena registra 7.236 denunce, con un incremento del 6,07% rispetto alle 6.822 del 2024. Di queste, 489 riguardano il settore agricolo (+2,09%), 5.606 l’industria e i servizi (+4,59%), 1.141 i lavoratori per conto dello Stato (+16,07%), 946 gli infortuni in itinere (+3,39%) e 17 i casi mortali (+112,5%).
A Ravenna, le denunce totali passano da 7120 a 7.052 (-0,96%). Nel dettaglio, gli infortuni in Agricoltura calano da 486 a 442 (-9,05%), nell’Industria e servizi crescono da 5.371 a 5.450 (+1,47%), mentre per i lavoratori per conto dello Stato si registra un calo da 1.263 a 1.160 (-8,16%). Gli infortuni in itinere aumentano da 880 a 975 (+10,80%) e i casi mortali da 8 a 9 (+12,50%).
Nella provincia di Rimini, le denunce complessive passano da 5201 a 5190 (-0,21%). Nel dettaglio, si registrano 137 in Agricoltura (+9,60%), 4.346 nell’Industria e servizi (-2,18%), 707 per conto dello Stato (+11,69%), 1.033 in itinere (+24,91%) e 1 caso mortale (-88,89%).
Il confronto con il dato regionale evidenzia come la Romagna si collochi in linea con l’andamento complessivo dell’Emilia-Romagna (+1,25%), ma con segnali di maggiore criticità per quanto riguarda gli infortuni in itinere e i casi mortali, che in alcune province crescono più della media regionale. Un elemento che rafforza la necessità di interventi di prevenzione mirati a livello territoriale. Gli spostamenti quotidiani, spesso considerati meno rischiosi, stanno assumendo un peso crescente, rendendo necessario un approccio alla sicurezza più ampio e capillare, che non si limiti ai soli ambienti aziendali.
“I dati sulle denunce di infortunio nelle province romagnole confermano che il rischio sul lavoro resta significativo, nonostante alcune flessioni registrate negli ultimi anni - afferma il Segretario Generale CISL Romagna Francesco Marinelli -. La persistenza di numeri così rilevanti mostra che non siamo di fronte a fenomeni temporanei, ma a un problema strutturale che richiede un impegno concreto e continuativo da parte di istituzioni, aziende e lavoratori. La tutela della salute e della vita non può essere subordinata alla produttività: serve diffondere una cultura della sicurezza, trasformando la prevenzione da adempimento burocratico in una pratica quotidiana reale e condivisa”.
“Nelle province romagnole, assieme alle altre organizzazioni sindacali, abbiamo fortemente voluto e sottoscritto protocolli territoriali con le istituzioni e le associazioni datoriali, volti a rafforzare le azioni di controllo e prevenzione. I protocolli prevedono monitoraggio costante dei luoghi di lavoro, interventi formativi, linee guida per la gestione dei rischi nei cantieri, negli uffici e nelle aziende, e strumenti di segnalazione rapida di situazioni pericolose. I protocolli non possono restare sulla carta: devono essere vissuti quotidianamente per garantire la sicurezza di tutti”, aggiunge Marinelli.
“Parallelamente, abbiamo avviato un progetto educativo nelle scuole in tutte le province, perché la sensibilità sulla sicurezza deve diventare parte integrante del percorso formativo dei giovani che rappresentano i futuri lavoratori e imprenditori. Il progetto prevede lezioni teoriche e confronti con esperti del settore con l’obiettivo di far comprendere negli studenti l’importanza della prevenzione e della responsabilità collettiva”, continua Marinelli.
“Il nostro impegno non si limita ai protocolli o alle lezioni in aula, ma punta a creare una rete permanente di formazione, informazione e controllo, capace di coinvolgere lavoratori, studenti, istituzioni e aziende. Solo attraverso un approccio integrato e condiviso, che unisca responsabilità datoriale, strumenti concreti di tutela e cultura diffusa della sicurezza, sarà possibile ridurre realmente il rischio infortunistico e proteggere la vita di chi lavora e si sposta quotidianamente nelle nostre province”, conclude il Segretario Generale CISL Romagna.

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