Green 16:38 | 20/02/2026 - Romagna

Si accendono i Fuochi Magici in Romagna ​26° edizione. Buono come il pane​Dalla Terra al Pane, biodiversità, condivisione e tradizione

Il tema scelto per questa ventiseiesima edizione, Buono come il Pane ha come obiettivo l’approfondimento del rapporto “terra, sostenibilità ambientale, biodiversità, grani antichi, farine, cucina di casa e corretta nutrizione”. L’agricoltura dell’Emilia-Romagna vanta una lunga tradizione e un legame profondo con la coltivazione di cereali e con la produzione di farine di alta qualità, elementi che rappresentano e sono i pilastri della tradizione alimentare e della gastronomica anche della Romagna. I grani antichi possono essere una risposta ai cambiamenti climatici, rappresentano  un momento di crescente attenzione alla sostenibilità e alla biodiversità. Questi grani si distinguono dai moderni per un sapore più intenso e aromatico rispetto a quelli moderni e sono normalmente più digeribili .​​          

L’ obiettivo di questa edizione è portare l’ attenzione sulla necessità non più rinviabile di ripristinare una corretta armonia tra uomo e ambiente, tra coltivazione sostenibile e gli aspetti nutrizionali per pensare ad un futuro sostenibile.

GIOVEDI’  26 febbraio 2026 Ore  19,30 - Circolo IncontrArci - Viale Zara, 19 - Marina di Ravenna         

Fuoco propiziatorio​​​​-E’ Brudèt Pòvar (Il Brodetto Povero)

Ore  19,30 ​Rito del Fuoco in cortile, tutti attorno al fuoco

Ore  20,30 ​Cena con pesce locale e di stagione preparato dall’ amico Pierangelo Orselli con lo staff del circolo.

Contributo: €. 28,00 + €. 2,00  a sostegno di “Un Altro Mare”, progetto di Slow Food Emilia Romagna per la realizzazione della Comunità Slow Food della Piccola Pesca Artigianale.                

Info e prenotazioni:  Mauro Zanarini 335 375212-mail.  [email protected]

A tavola

Poveracce alla marinara, questa è la stagione con il mollusco migliore

E’ Brudèt Pòvar alla Porto Corsini (Il brodetto povero) su un letto di polenta gialla

Frittura di Paranza con uso di farina gialla come una volta

Ciambella Romagnola da intingere in un bel bicchiere di Cagnina Il vino

•Rubicone Sangiovese delle Colline Forlivesi - Cantina Forlì e Predappio- Malmissole (FC)

•Cagnina di Romagna​Azienda Agricola Spinetta – Santa Lucia – Faenza (RA)

Il pane proviene dall’azienda Agricola Tirli di Paolo Marianini a Santa Sofia (FC)

Durante la serata Paolo Marianini ci spiegherà il ciclo completo che a partire dai cereali rigorosamente bio, sforna è il caso di dirlo, dei prodotti di grande qualità.

Paolo dice:con questo progetto voglio offrire prodotti semplici e genuini perseguendo un modello di economia rurale che nel dare diverse opportunità a chi lavora in campagna persegua anche il mantenimento delle tradizioni e il presidio del territori. Paolo ha cominciato a produrre, dopo una lunga fase di preparazione, il pane come lo facevano sua nonna e sua mamma, con farine ottenute da grani coltivati in azienda secondo i canoni dell’agricoltura biologica partendo dal lievito madre ‘il formento’ nel suo modernissimo e a norma laboratorio dei Tirli. La molitura — precisa Paolo — avviene presso un molino tradizionale e certificato e circa il 35% viene macinato a pietra conferendo al pane quei profumi e una qualità organolettica unici. Io non uso lieviti di birra o compressi, ma esclusivamente un lievito madre di pasta acida coltivata con sistematici rinfreschi.  La cottura — conclude Paolo — effettuata in forno a legna, scaldato con legname vergine del nostro Appennino (carpino, roverella e frassino) avviene dopo una lunga lievitazione e dona al pane una singolare fragranza, conferendo ad esso la possibilità di potere essere consumato anche dopo diversi giorni».

Il Brodetto povero alla Porto Corsini era un piatto invernale della cucina povera della costa ravennate, ma forse il più saporito e piacevole dei brodetti di pesce tra le ricette popolari. E’ un piatto che fa parte della tradizione marinara, è fatto con pesce povero –sarda, sardoni, sgombro – e durante la cottura si aggiungeva un po’ di acqua perché il vino era cosa preziosa. Oggi lo si si può preparare in qualsiasi stagione e si accompagna egregiamente con un Sangiovese leggero di collina. E’ una variante del brodetto alla Porto Corsini, ma nella sua semplicità costituisce un piatto di grande riuscita molto gustoso.

Fino a pochi decenni il vino apparteneva alle famiglie borghesi poiché quelle più semplici, ai pescatori e ai contadini, era riservato il”terzo vino” che era la terza bollitura del mosto. Erano costoro che mangiavano il brodetto povero.

La Frittura assieme al brodetto è il piatto tipico di memorabili trattorie costiere ma, non è più quello d’una volta. Oggi vi possono servire fritti inguardabili e di dubbia provenienza. La frittura da il meglio di se stessa se fatta con il pescato fresco. Il fritto di paranza ha il pregio dell’assoluta freschezza. Una volta si friggeva nello strutto di maiale bollente e si infarinava con la farina gialla che è stata sempre usata dai pescatori perché era quella più economica. 

 

 

Cronaca