Politica 16:02 | 14/03/2026 - Coriano

Da Ospedaletto e dal Pd un No convinto da esprimere sul referendum per il futuro della giustizia

Grande partecipazione, attenzione autentica e una preoccupazione concreta per il futuro della giustizia hanno segnato l’incontro pubblico sul referendum che si è svolto giovedì 12 marzo a Ospedaletto, presso l’ex Casa del Popolo di via Montescudo, promosso dai circoli del Partito Democratico di Coriano e Gaiofana-Tombanuova. Una serata intensa, partecipata, in cui tanti cittadini hanno voluto informarsi, capire e soprattutto confrontarsi sulle vere implicazioni del voto del 22 e 23 marzo.
Al centro del dibattito, le ragioni di un NO netto e convinto a una proposta referendaria che viene presentata come una semplificazione, ma che in realtà rischia di indebolire principi cardine dello Stato di diritto. Perché quando si mette mano alla giustizia con leggerezza, o peggio con logiche propagandistiche, non si colpisce un’astrazione: si tocca l’equilibrio tra i poteri, si incrina l’autonomia della magistratura e si apre un varco pericoloso in uno dei pilastri della nostra democrazia costituzionale.
Dopo i saluti introduttivi di Roberta Talacci, segretaria del PD di Coriano, e di Sergio Cannaviello, segretario del circolo PD Tombanuova-Gaiofana, il confronto è entrato nel merito con gli interventi di Rossella Talia, già presidente del Tribunale di Rimini e Forlì, e dell’avvocato Maurizio Ghinelli, moderati dall’avvocata Francesca Pieraccini del gruppo Giustizia del PD provinciale. Gli interventi hanno messo in evidenza, con rigore e chiarezza, i rischi di una riforma che non rafforza la giustizia, ma la espone a un possibile arretramento sul piano delle garanzie, dell’indipendenza e della tutela dei cittadini.
Dal dibattito è emersa una convinzione forte: dietro slogan apparentemente rassicuranti si nasconde una scelta che può alterare delicati equilibri istituzionali costruiti proprio per impedire abusi, pressioni e subordinazioni. E in un Paese in cui la fiducia nelle istituzioni va ricostruita con serietà, non demolita a colpi di referendum mal concepiti, il compito delle forze democratiche è dire con chiarezza da che parte stare.
Per questo, dall’incontro di Ospedaletto è arrivato un messaggio preciso: il 22 e 23 marzo bisogna andare a votare e votare NO. No a una modifica che rischia di rendere più fragile la giustizia. No a un intervento che mette in discussione l’equilibrio dei poteri disegnato dalla Costituzione. No a una scorciatoia politica che, anziché risolvere i problemi reali dei cittadini, finisce per compromettere tutele e garanzie che appartengono a tutti.
La partecipazione registrata dimostra che la comunità sente la posta in gioco e non intende restare spettatrice. Quando sono in discussione i principi costituzionali, la neutralità non è prudenza: è rinuncia. Ecco perché informarsi, partecipare e scegliere il NO significa oggi difendere non solo la qualità della nostra giustizia, ma la tenuta stessa della nostra democrazia.

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