“Nella complessità e delicatezza del momento, è fondamentale che ciascuno di noi si faccia portavoce di principi fondamentali quali l'autonomia e l'indipendenza della Magistratura in uno Stato di diritto, svincolando però tali principi da strumentalizzazioni e difese corporative. Ecco perché, quando l’amico Antonio Barboni, mi ha chiesto di costituire il “Comitato Cittadini per il SI”, organizzandone l’attività in occasione del prossimo referendum costituzionale, essendomi appena iscritto nuovamente a Forza Italia, da buon militante non ho potuto dire di no.
Del resto il tema mi appassiona particolarmente. La separazione delle carriere è stata una delle prime grandi battaglie del Presidente Berlusconi, che non ha potuto portare a compimento a causa di un’azione di sbarramento giudiziario, portata avanti da una parte politicizzata della Magistratura, come traspare dai fatti e dalle confessioni pubbliche di protagonisti di primo piano, come Palamara. È evidente che questo contesto ha creato disorientamento e sfiducia tra i cittadini e ha indebolito la credibilità del sistema giudiziario.
Il Comitato, aperto a tutti coloro che condividono l’obiettivo di rafforzare una ‘giustizia Giusta’, si distingue per la sua natura aperta. Presieduto a livello nazionale da Francesca Scopelliti, che fu ultima compagna di Enzo Tortora e che patì più di altri le conseguenze della malagiustizia, ha l’obiettivo di approfondire, senza strumentalizzazioni, i contenuti di questa riforma e diffondere una corretta informazione tra i cittadini, per un voto libero e consapevole. Ricordo che sostenere il “Sì” non significa parteggiare per una parte politica: significa invece contribuire a riappropriarci di un sistema giudiziario più indipendente, libero da condizionamenti politici, correntizi o corporativi, che ne hanno minato la credibilitàe l’autorevolezza agli occhi di tutti.
Ringrazio quindi tutti coloro che immediatamente hanno accolto il mio invito: insieme avremo modo di approfondire con esperti (ho già avuto la disponibilità dell’On. Paolo Sisto Vice Ministro della Giustizia) i contenuti della riforma, ma vorrei subito chiarire due concetti.
Non si sta discutendo della riforma della Giustizia (organici, risorse, lunghezza dei processi ecc.) perché questi sono argomenti che il Ministro Nordio ha dichiarato di affrontare in seguito; non c’è nulla nel testo della riforma che minacci l’indipendenza della Magistratura, e chi sostiene il contrario, propone scenari ipotetici che non esistono, non avendo adeguati argomenti di contestazione nel merito. Un Giudice terzo ed imparziale, distante allo stesso modo dalla accusa e dalla difesa, ed Organi funzionali e disciplinari dei Magistrati, svincolati dall’influenza di correnti e associazioni corporative politicizzate (solo da una parte) non potrà che fare del bene a tutti i cittadini, ed a quei Magistrati che hanno svolto con coscienza il loro lavoro e che spesso hanno subito sulla loro pelle ciò che oggi, con questo referendum confermativo, vogliamo evitare”

Max 17° 




















