Ieri sera si è svolta la conviviale mensile del Panathlon Rimini, all'l’Hotel Vienna Ostenda. Questo mese focus sul Basket. Il titolo dell’incontro “Oltre il canestro” sintetizza nel migliore dei modi il messaggio che è scaturito da quanto narrato dai relatori. Provocatoriamente, il Presidente Riguzzi, nella presentazione dei due campioni, ha posto l'accento sui valori che hanno permesso il raggiungimento d'importantissimi traguardi agonistici, sugffragati da una formazione personale umana a fondamento degli stessi, perchè, oltre i risultati sportivi ci sono sentimenti e valori che vanno alimentati.Due grandi campioni del basket nazionale, che hanno incrociato la loro vita sportiva diverse volte ed entrambi giocatori del basket riminese si sono aperti in una amabile conversazione: Maurizio Benatti e Renzo Vecchiato.
Due atleti fantastici che al termine della loro carriera si sono dedicati entrambi, uno come coach, l’altro come procuratore, alle giovani promesse o non di questo sport. Maurizio Benatti nato a Mantova, ha vissuto a Torino per poi scegliere Rimini come sua residenza. Regista e ragionatore della squadra ha militato, dal 1982 al 1990 nel Basket Rimini, dopo avere iniziato la carriera nell’Auxilium Agnelli Torino per passare alla Olimpia Pallacanestro Milano allora targata Innocenti in cui ha esordito a 18 anni in A1 realizzando 20 punti, assist, contropiedi che scatenarono nel pubblico applausi a non finire.
Ha terminato il percorso nella Titano San Marino. Ha fatto parte delle nazionali italiane Under 16 e Under 18. Oggi, dopo avere appeso le mitiche scarpette al chiodo, è coach della nazionale Over 60 (dove ha ottenuto un secondo posto ai campionati mondiali) e della SG Tiberius dove si dedica ai giovani, ragazzi e ragazze. Nella sua relazione ha raccontato la propria vita sportiva ricordando che “non si inizia uno sport per diventare campioni”. “La passione, i sentimenti, l’applicazione, la lealtà, il sacrificio possono farti diventare un campione, ma sono qualità e virtù che, anche se non lo diventi, ti rimangono per sempre”. Parole che richiamano in maniera precisa i valori del Panathlon. Ha raccontato come un aneddoto l’inizio della sua avventura a Rimini: “arrivato a Rimini in treno da Torino, non trovo nessuno ad accogliermi. Telefono al Presidente, Gian Maria Carasso che mi dice di prendere un taxi, andare in albergo e attenderlo verso sera. Rispondo che prendo un treno e torno a Torino e se c’è interesse per lui ci risentiremo”. Un impatto veramente imbarazzate che comunque si conclude, con il passaggio alla Rimini Basket all’ultimo minuto dell’ultimo giorno del mercato. A Rimini l’inizio non è dei migliori, mugugni del pubblico, per poi prendere, con il cambio di allenatore una strada positiva.
Renzo Vecchiato triestino di nascita incrocia spesse volte la vita sportiva con Benatti. Inizia il suo percorso all’oratorio della sua citta come calciatore: per la sua altezza, axsedici anni, 1.98 metri è portiere. Viene poi avvicinato per la sua altezza che raggiungerà r2,07 metri, al basket. L'Olimpia Milano gli mette gli occhi addosso vedendo oltre alle doti fisiche, la serietà e la tanta volontà. Debutta con la prima squadra della Simmenthal nel 1972/73 dove rimane per altri due anni a Milano che nel frattempo è diventata Innocenti. E’ un pivot di posizione, con buoni movimenti spalle a canestro , portato più al gioco difensivo e alla lotta sui rimbalzi. Nel 1975/76 passa alla Stella Azzura Roma, poi ancora 2 anni a Milano con la Cinzano che torna in A1 grazie al suo concreto apporto: 150 presenze, 627 punti. Di nuovo a Roma per poi approdare a Rimini nel 1980 dove rimane per tre stagioni. Successivamente 5 stagioni a Torino, due a Pesaro dove nel 1988 vince il campionato. Passaggio a Firenze, nella Fortitudo Bologna per chiudere a Forli. Nella sua longeva carriera ha indossato la maglia della nazionale italiana per 202 volte realizzando ben 1447 punti. Medaglia di argento alle olimpiadi di Mosca (1980), medaglia d’oro agli europei del 1983 e di bronzo a quelli del 1985, quinto posto nel 1984 alle Olimpiadi di Los Angeles. Diventa dirigente sportivo in qualità di Team Manager a Rimini dal 1990 al 2011. Segretario Generale della Ostuni Basket e Direttore Tecnico nel 2012/13 della Adrea Costa di Imola. E’ ora Procuratore Sportivo dove cura e segue diversi giovani ai quali, come dice lui ......“non creo false illusioni, non prometto nulla, ma cerco di trasmettere passione e sentimenti".
La serata si è conclusa con la consegna dei guidoncini del Panathlon Rimini consegnati dal Presidente Riguzzi e con le parole della Presidente del Panathlon Forli, Marilena Rosetti, che ha voluto evidenziare come le relazioni e le esperienze dei graditi ospiti siano un messaggio forte e bello per le nuove generazioni di atleti, di passione e sentimenti che ricalcano i valori dello sport e del Panathlon in particolare.

Max 12° 




















