Luca e Mattia Drudi, piloti automobilistici riminesi, sono stati i protagonisti di una serata bellissima per appassionati e non, al “Crame” (club romagnolo auto e moto d'epoca) di Imola.
Luca, il padre, ha raccontato con dovizia di particolari la sua esperienza, partendo dai kart e dai prototipi alla fine degli anni ‘70 con le prime gare e gli importanti podi conquistati nella GT, per arrivare a vincere due volte la 24 ore di Le Mans su Chrysler vipers e su Porsche. Estremamente coinvolgenti i suoi racconti da ragazzino, con la grande passione per le corse che non si è fermata davanti a nessun ostacolo, e continua ancora a farlo essere protagonista del mondo motoristico grazie alla sua generosità, mettendo la sua esperienza prima al servizio del figlio Mattia, pilota ufficiale Aston Martin, ed attualmente anche per altri due giovanissimi piloti - il diciassettenne Giacomo Pedrini di Cesena e il sedicenne Cristian Tonalini di Pavia - rispettivamente impegnati nel campionato europeo open su Porsche e nel campionato Lotus Cup.
Mattia Drudi, classe 1998, ha avuto parole bellissime nei confronti del padre, facendo anche una comparazione tra le modalità del passato e del presente motoristico, che lo vede prepararsi per il 19 aprile p.v. per la seconda gara del campionato del mondo 2026 WEC (World Endurance Championship) all'autodromo di Imola. Mattia è anche tester al simulatore per il nuovo team Audi in formula 1, cui è approdato dopo essere stato pilota ufficiale Audi dal 2018 al 2023, avendo vinto il Campionato Italiano GT nel 2019 e il GT World Challenge Europe Sprint Cup nel 2023.
La serata al Crame di Imola è stata moderata dai soci Alberto Galassi e Claudio Fargione, ed ha visto al fianco dei due protagonisti anche Annalaura Galeati, giovane campionessa italiana 2020 e 2021 formula super junior, che ha curato l'organizzazione dell'evento.
(M.T.)

Max 14° 




















