Turismo 12:06 | 04/03/2026 - Romagna

Ravenna scelta come Capitale italiana del mare 2026. La vicesindaca Villa: “Complimenti ai vincitori, ma il sogno continua”

Si è concluso questa mattina, nel cuore delle istituzioni a Roma, il cammino verso la proclamazione della Capitale Italiana del Mare 2026. In un’atmosfera carica di emozione e prestigio, all’interno della Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri alla presenza del  Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, il titolo è stato ufficialmente conferito alla città di Ravenna, alla quale la delegazione riccionese rivolge i più sinceri complimenti e un augurio di buon lavoro per la valorizzazione del patrimonio marino italiano.

Nonostante il verdetto, Riccione rientra dalla Capitale con la fierezza di chi ha compiuto un’impresa collettiva senza precedenti. Il dossier “RIC26: un tuffo nel sogno” ha dimostrato la sua straordinaria solidità, poggiando su un piano di investimenti da 5,5 milioni di euro — già garantiti dal bilancio comunale e da una solida rete di partner pubblici e privati — pronti a dare concretezza a una visione di città già in atto.

Il viaggio di Riccione: un dossier nato dalla comunità

Il percorso che ha portato Riccione fino a Roma è iniziato pubblicamente il 16 gennaio scorso, quando la Sindaca Daniela Angelini ha lanciato ufficialmente la sfida unendo identità, innovazione e sostenibilità. Non si è trattato di un semplice documento tecnico, ma del risultato di un lavoro corale - avviato diverse settimane prima - che ha saputo mettere in rete le migliori energie della città.

In poche settimane, infatti, l’Amministrazione ha attivato un confronto costante con tutti i protagonisti del mare: dalla Capitaneria di Porto agli operatori balneari, dal Club Nautico alla Fondazione Cetacea, fino al mondo scientifico di Blennius e a quello sportivo. Un progetto solido, forte della conferma della Bandiera Blu 2025, che intreccia il futuro sistema museale nell’area della ex Fornace con la rigenerazione del porto e dei viali del centro. Questo metodo di lavoro condiviso ha permesso di costruire un piano organico di iniziative che pongono al centro la blue economy e la salvaguardia dell’ambiente costiero, rendendo la candidatura di Riccione un esempio di coesione territoriale a livello nazionale.

Il Ministro Nello Musumeci ha spiegato che “al centro del programma del Governo c’è la valorizzazione del mare. Abbiamo migliaia di chilometri di costa ma ci sono città di mare e città con il mare, la differenza è sostanziale. La città di mare vede plasmare la propria identità, la propria economia e il proprio linguaggio dal mare”. 

La dichiarazione della vicesindaca Sandra Villa

Presente alla cerimonia per rappresentare l'Amministrazione e l'intera comunità, la vicesindaca e assessora alla Cultura Sandra Villa ha commentato l’esito della giornata con uno sguardo rivolto al futuro: “Voglio innanzitutto fare i complimenti alla città vincitrice, Ravenna: ricevere questo riconoscimento è un onore che premia il lavoro svolto per il bene del nostro mare. Per Riccione, però, questa giornata non rappresenta affatto una sconfitta, ma un grande, straordinario punto di partenza. Essere arrivati fin qui, in questa sede così prestigiosa con il sostegno di una città intera ma anche quello della Provincia di Rimini e della Regione Emilia-Romagna, è la prova che abbiamo tutti i titoli e la dignità per competere ai massimi livelli. È una sfida che affronteremo di nuovo, perché Riccione ha dimostrato di saper credere in un sogno collettivo e ha tutto il potenziale per vincerla”.

“La nostra vera vittoria l’abbiamo già ottenuta - prosegue Villa -: è il coinvolgimento della città che ama il nostro mare, che ha scelto di essere un unico equipaggio. Vedere la Fondazione Cetacea e l’associazione Blennius insieme al Club Nautico con la Saviolina, la Lega Navale, l’Adina e l’Ufficio locale marittimo, supportati con un entusiasmo mai visto da tutto il tessuto produttivo — dalla Cooperativa Bagnini a Federalberghi, dai commercianti agli artigiani fino alla Polisportiva — è il traguardo più grande. Abbiamo costruito un patrimonio di collaborazione che non andrà perduto e che traccerà in maniera ancora più definita la rotta della nostra visione”.

Un patrimonio che resta alla città

Il percorso di Riccione non si ferma a Roma. La mobilitazione che ha visto la città “remare tutta dalla stessa parte” ha generato una consapevolezza rinnovata: il mare è il collante della nostra identità. Con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e della Provincia di Rimini, il progetto “RIC26” continuerà a camminare, forte anche di un successo mediatico che ha portato il sogno riccionese a raggiungere milioni di persone in tutta Italia con punte record di visualizzazioni di tutti i contenuti pubblicati sulle pagine social dell’amministrazione comunale.

Il sogno di una città

Hanno aderito al progetto “RIC26: un tuffo nel sogno. Riccione Capitale italiana del mare” l’associazione Blennius, la Fondazione Cetacea, il Club Nautico Riccione, l’Ufficio locale marittimo - Capitaneria di Riccione, la Lega Navale Italiana, l’Anmi - Associazione nazionale marinai d'Italia, il Centro velico città di Riccione, il Circolo velico 151 e Adina. Un pilastro centrale della candidatura è l’Associazione per la candidatura Unesco - sede di Riccione, la cui compagine associativa riunisce la Cooperativa Bagnini Riccione, la Cooperativa Bagnini Adriatica, Confartigianato Imprese Rimini, Federalberghi Riccione, la Cna associazione territoriale di Rimini, la Lega Navale Italiana delegazione di Riccione, la Confcommercio della Provincia di Rimini, il Club Nautico Riccione, la Polisportiva Riccione, Blennius e la Famija Arciunesa.