Cronaca 10:00 | 22/09/2026 - Dall'Italia

Anche due riminesi indagati per aver realizzato ordigni esplosivi. Sono anarchici?

Nella indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Pesaro, risultano esserci due giovani residente nei pressi di Rimini. Questi ragazzi dovrebbero comporre un quartetto, secondo le indagini dei militari, capaci di fabbricare e provare alcuni ordigni incendiari. In questo momenti Marche e Emilia Romagna sono monitorati giornalmente, tenuti d'occhio persone o gruppi che  a livello social, siti d'area e profili web, potrebbero, seguendo un filo investigativo, ricondurre presumibilmente a gruppi eversivi. Secondo quanto messo assieme dai Carabinieri, a inizio 2026, il quartetto avrebbe realizzato diverse bottiglie incendiarie Molotov. Per vedere se fossero funzionanti e misurare la forza degli ordigni, i ragazzi si sarebbero ritrovati a Pesaro all'interno di un capannone industriale abbandonato, facendo esplodere il costruito a livello artigianale, provocando vari principi d'incendio e deflagrazioni. I Carabinieri hanno eseguito perquisizioni in città e dintorni, ritrovando nella disponibilità di alcuni soggetti smartphone e computer, analizzati da esperti informatici. Oltre ai dispositivi digitali, è stato trovato anche materiale cartaceo contenente guide, appunti e istruzioni dettagliate su come realizzare e utilizzare materiali esplosivi e incendiari. Dalle verifiche condotte finora, i giovanissimi risulterebbero vicini a collettivi studenteschi e ambienti riconducibili alla matrice antagonista e anarchica locale. i Militari sono al lavoro per decifrare l'esatta portata della posizione degli indagati nei gruppi di appartenenza. Si cerca di comprendere se la fabbricazione delle molotov rappresentasse un "atto di iniziazione" per scalare gerarchie e accreditarsi all'interno degli ambienti eversivi, o se fosse invece il preludio ad azioni dimostrative già programmate in varie zone della Penisola, oppure solo nelle città di residenza degli indagati.

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