Cronaca 11:11 | 26/10/2026 - Dall'Italia

Guardia di Finanza & Dda: maxi operazione antidroga. Sequestrati oltre 16 milioni di euro, eseguite all'alba 15 ordinanze di caustodia cautelare

Nell'ambito di un’articolata indagine coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia (D.D.A.) di Bologna, i finanzieri del Comando Provinciale di Rimini, con la collaborazione dei Comandi Provinciali di Bologna, Foggia, Forlì - Cesena, L’Aquila, Ravenna e Verona, il concorso del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.) e del Gruppo Investigativo Criminalità Organizzata di Bologna (G.I.C.O.) ed il coordinamento della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (D.C.S.A.), hanno portato a termine una vasta operazione nei confronti di un’associazione per delinquere dedita al traffico di sostanze stupefacenti, culminata con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare incarcere a carico di 15 indagati e con il sequestro di ingenti quantitativi di stupefacente, denaro contante e beni di lusso del valore di oltre 16 milioni di euro.

In ipotesi d’accusa, si procede a vario titolo nei confronti di 35 indagati, per i reati previsti e puniti dall'art. 74, commi 1, 2, 3, 4, D.P.R. 309/1990, per essersi associati allo scopo di acquistare ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti del genere cocaina, da destinare al mercato clandestino nazionale, commettendo più delitti previsti dall'art. 73 D.P.R. 309/1990. Inoltre, nei confronti di 6 indagati, si contesta il delitto di cui all'art. 416 commi I, II, III e V cod. pen., per avere partecipato ad una associazione finalizzata prevalentemente a commettere i reati scopo previsti e puniti dagli artt. 644 c.p. (usura), 512 bis c.p.(trasferimento fraudolento di valori), 648 c.p. (ricettazione), 648 bis c.p. (riciclaggio) e 132 D. Lgs. 385/1993 (abusiva attività finanziaria). Si segnala che non tutti gli indagati sono sottoposti ad indagini preliminari per la totalità delle ipotesi di reato appena citate.

Allo stato e salva la presunzione di innocenza degli indagati, le indagini hanno consentito di ricostruire l’organigramma di due associazioni: la prima costituita con lo scopo di acquistare ingenti quantitativi di cocaina da rivendere sulle piazze di spaccio di Rimini e delle province limitrofe; la seconda costituita con lo scopo di reinvestire, riciclare e reimpiegare i profitti illeciti derivanti dalla commissione dei reati in materia di stupefacenti.

L’attività investigativa, resa particolarmente complessa a causa dell’utilizzo da parte degliindagati di falsi documenti d’identità, telefoni criptati e numerose autovetture munite di “doppio fondo”, ha permesso di ricostruire, nel tempo, l’operatività del sodalizio.

I componenti dell’organizzazione, sfruttando una capillare rete di distribuzione sul territorioprovinciale, in un arco temporale di un anno, hanno importato partite di cocaina per un quantitativo superiore a 54 Kg di cocaina, di cui 13 sottoposti a sequestro in Italia tra il gennaio e l’agosto del 2025, contestualmente all’arresto in flagranza di 3 responsabili.

In particolare, nel corso di distinti interventi, sono stati sequestrati 2 kg di cocaina rinvenutiall’interno di un’intercapedine appositamente ricavata in un’autovettura, 7 kg all’interno di un frigorifero di un’abitazione e 4 kg nello scafo di una nave cargo, che ha attraccato al porto di Ravenna.

Nella seconda fase dell’operazione, i Finanzieri hanno concentrato l’attenzione investigativa sul patrimonio illecito riconducibile ai membri dell’organizzazione, nonché sui reati lucrogenetici dagli stessi commessi per reinvestire i proventi del traffico di sostanze stupefacenti, al fine di aggredirne i beni accumulati.

Per tanto, grazie a meticolosi accertamenti economico – patrimoniali, contestualmente all’Ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata data esecuzione ad un Decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di 23 beni immobili, 2 terreni, preziosi (orologi e monete da collezione), denaro contante per euro 321.000, 9 autovetture e 3 motocicli, per un valore complessivo di oltre 16 milioni di euro.

L’operazione di servizio testimonia l’impegno profuso dalla Guardia di Finanza a presidiodella sicurezza ed a tutela della legalità economico-finanziaria del Paese, con particolareriferimento al contrasto del traffico internazionale di sostanze stupefacenti e all’aggressione patrimoniale delle ricchezze illecitamente accumulate. Il sequestro di patrimoni illeciti, detenuti in Italia o all’estero, anche sotto forma di “beni rifugio”, assumealtresì un valore “sociale”, poiché consente di restituire alla collettività le illecite ricchezze possedute dalla criminalità.

Si precisa infine che:

─ il procedimento penale verte ancora nella fase delle indagini preliminari;

─ allo stato delle attuali acquisizioni probatorie, in attesa di giudizio definitivo, vige la presunzione di innocenza degli indagati;

─ la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata con la Sentenza irrevocabile di condanna;

─ la diffusione del presente comunicato stampa è autorizzata dalla Procura della Repubblica di Bologna, in ottemperanza alle disposizioni del Decreto Legislativo n. 188/2021, ritenendo sussistente l’interesse pubblico all’informazione.

 

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