«L’incontro con Provincia e Comune è stato richiesto da noi, raccogliendo le preoccupazioni dei residenti. Le opere sono ancora da progettare e finanziare. La sicurezza dei cittadini non può diventare uno strumento di propaganda politica. In merito alle recenti notizie pubblicate riguardanti la realizzazione del semaforo di via Santa Cristina e della rotatoria di via Marecchiese, ritengo doveroso intervenire per fare chiarezza e ristabilire la corretta ricostruzione dei fatti.
L’incontro presso la Provincia di Rimini è stato richiesto dal sottoscritto, Marco Succi, in qualità di Presidente del Quartiere 11, insieme a Giorgio Urbinati e Daniela Falcioni, a seguito delle numerose segnalazioni ricevute dai cittadini sulla pericolosità di questi incroci. È stato proprio il Quartiere 11, facendosi portavoce delle esigenze dei residenti, a chiedere un confronto con Provincia e Comune per valutare la fattibilità degli interventi necessari a migliorare la sicurezza stradale. All’incontro era presente anche la consigliera comunale e provinciale Guaitoli, insieme agli altri partecipanti. Tuttavia, ritengo necessario distinguere ciò che è stato discusso da ciò che è stato effettivamente deciso e approvato.
Per quanto riguarda il semaforo di via Santa Cristina, è stata affrontata la possibilità di realizzare l’intervento, ma prima della sua concretizzazione saranno necessari una fase di progettazione, lo stanziamento delle risorse economiche e i relativi passaggi amministrativi, compresa, ove prevista, l’approvazione da parte del Consiglio comunale.
Lo stesso vale per la rotatoria di via Marecchiese, per la quale dovranno essere definiti il progetto, le risorse necessarie e gli accordi con gli enti competenti, tra cui ANAS. Ringrazio fin da ora l’Amministrazione comunale per la disponibilità manifestata a farsi carico dell’intervento e per l’attenzione che continua a riservare al nostro territorio.
Ma una disponibilità non equivale a un’opera approvata, finanziata e pronta per essere realizzata. Ed è proprio su questo punto che desidero richiamare tutti a un maggiore senso di responsabilità.
L’Amministrazione comunale sta portando avanti un lavoro importante sul nostro territorio, con investimenti e interventi significativi. Annunciare pubblicamente opere come se fossero già certe, quando mancano ancora passaggi fondamentali, significa creare aspettative nei cittadini e mettere inutilmente in difficoltà chi quelle opere dovrà concretamente realizzarle.
Mi domando allora: stiamo lavorando per il bene del territorio oppure stiamo già pensando alla prossima campagna elettorale? Perché la sicurezza stradale non ha colore politico e, soprattutto, non dovrebbe avere finalità elettorali. Non trovo corretto che qualcuno scelga di presentarsi pubblicamente come protagonista di risultati ancora da raggiungere, soprattutto quando dietro quelle richieste ci sono anni di presenza sul territorio, segnalazioni dei residenti e lavoro quotidiano di chi si confronta direttamente con i problemi delle persone. Il territorio non si vive soltanto quando si avvicinano le elezioni. Si vive ogni giorno, ascoltando i cittadini, raccogliendo le loro difficoltà e cercando soluzioni concrete. Anche io sto valutando una possibile candidatura alle prossime elezioni, ma prima di qualsiasi decisione intendo confrontarmi con l’Amministrazione comunale e, soprattutto, con i cittadini, per capire quali siano le reali necessità del nostro territorio e quali impegni possano essere concretamente mantenuti. Non intendo promettere opere che non hanno ancora un progetto, una copertura economica e le necessarie approvazioni amministrative. Credo che la politica debba tornare a essere soprattutto serietà, presenza e rispetto della parola data. I cittadini non hanno bisogno di annunci, ma di risposte. Non hanno bisogno di protagonismi, ma di persone che lavorino concretamente per il territorio. E soprattutto meritano di conoscere la verità, anche quando significa spiegare che un intervento è ancora in fase di valutazione e che serviranno tempo, risorse e procedure prima di poterlo realizzare.
Per questo invito tutti, prima di rilasciare dichiarazioni pubbliche, a riflettere sulle conseguenze delle proprie parole. Perché creare false aspettative significa rischiare di deludere proprio quelle persone che diciamo di voler rappresentare. I voti si conquistano con il lavoro, con la presenza costante sul territorio e con l’onestà verso i cittadini. Non con gli annunci".
Marco Succi
Presidente del Quartiere 11
Comune di Rimini

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