In un momento in cui cresce l’attenzione verso i temi dell’emergenza ecologica, aumenta anche la quantità di informazioni che circolano, spesso in modo disordinato, generando confusione, incertezze e false convinzioni. Diventa quindi sempre più urgente capire come fare una corretta informazione climatica, come riconoscere e contrastare le fake news e, soprattutto, come comunicare in modo chiaro e costruttivo le sfide ambientali e le possibili soluzioni.
Da queste premesse nasce Memorie dell’Antropocene – Di cosa parliamo quando parliamo di cultura ambientale, il seminario condotto da Alessandra Carlini e organizzato dall’associazione Lista Jamil Rimini Rinata, in programma mercoledì 21 gennaio alle ore 17.30 presso la Sala Pironi in Corso d’Augusto 231 a Rimini.
L’incontro, a cui parteciperanno l’assessora all’Ambiente del Comune di Rimini Anna Montini e la consigliera Ilaria Messori, intende offrire una riflessione su come costruire una vera cultura ambientale, capace di accompagnare il cambiamento in corso. Per farlo, sarà utile indagare le radici del nostro immaginario collettivo e comprendere in che modo il pensiero ecologista abbia influenzato la cultura pop contemporanea: dalle arti figurative ai saggi, dalla narrativa al cinema e ai documentari.
Oggi la cultura ambientalista è già parte del linguaggio comune, ma spesso non ne riconosciamo la presenza. Eppure, la conversione ecologica – se raccontata nel modo giusto – può rivelarsi un’opportunità più che una rinuncia. Saperla comunicare con consapevolezza è una delle chiavi per affrontare le sfide del nostro tempo.
“Memorie dell’Antropocene” parte dalle basi della comunicazione ambientale per fare un viaggio, ovviamente non esaustivo, nella produzione artistica degli ultimi cinquant'anni, produzione in qualche modo connessa con il tema ambientale. Lo scopo è evidenziare come il discorso ecologico abbia radici profonde nella nostra cultura, e da questa consapevolezza trarre spunto per una efficace comunicazione ambientale. Da Italo Calvino a Joseph Beuys, dal Club di Roma a Greta Thunberg, il tema ecologico ha percorso con coerenza e ostinazione la cultura, pop e non solo, costruendo un linguaggio e un immaginario al quale riferirsi quando parliamo di cambiamento climatico.

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