Cronaca 11:53 | 26/03/2026 - Dall'Italia

Polizia di Stato - Adescamento online e chat pedopornografica ritrovati sul cellulare. Ai domiciliari 36enne vicentino

La Polizia di Stato ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un uomo di 36 anni, residente nella provincia di Vicenza, indagato per i reati di adescamento e pornografia minorile. La misura cautelare restrittiva, eseguita dagli operatori del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Emilia Romagna con la collaborazione della Sezione Operativa di Vicenza, scaturisce da una complessa indagine condotta dalla Sezione Operativa di Rimini e coordinata dalla Procura della Repubblica di Bologna, avviata a seguito della denuncia presentata dai genitori di una ragazza, minore di 11 anni.

I genitori segnalavano la presenza, sul social network Snapchat, di una chat a sfondo sessuale tra la minore e un uomo che, fingendosi un ragazzo di 17 anni di Milano, tentava di instaurare con la stessa una relazione sentimentale, promettendo addirittura di sposarla, una volta raggiunta la maggiore età. Dopo essersi guadagnato la sua fiducia con un approccio amichevole, l’indagato otteneva dalla ragazza fotografie intime e video autoprodotti dal contenuto pedopornografico. La Polizia Postale ha tempestivamente identificato l’adescatore, residente nel territorio vicentino, e proceduto ad una perquisizione informatica effettuata con il supporto degli operatori della S.O.S.C di Vicenza e con il coordinamento del Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online.

L’attività si è conclusa con il sequestro del telefono dell’indagato. La successiva analisi del dispositivo acquisito ha permesso di rinvenire materiale probatorio a sostegno delle ipotesi investigative, tra cui ulteriori conversazioni dello stesso tenore già oggetto di indagine. 

Sulla base degli elementi raccolti, la Procura della Repubblica di Bologna ha richiesto e ottenuto dal GIP un’ordinanza di custodia cautelare, che ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti dell’indagato. In fase di esecuzione della misura restrittiva venivano nuovamente ispezionati i dispositivi nella sua disponibilità facendo emergere la detenzione di ulteriore materiale di natura pedopornografica. 

Si precisa che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che l’indagato deve considerarsi presunto innocente fino a sentenza definitiva.

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