Si è tenuta questa mattina, nella cornice della storica dimora di viale Milano, la conferenza stampa che illustra le prospettive di Villa Mussolini, a pochi giorni dal voto del consiglio comunale che ha sancito la volontà dell'ente di acquisire il bene. L’incontro ha visto la partecipazione della sindaca di Riccione Daniela Angelini, del presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini Paolo Pasini e della vicesindaca e assessora alla Cultura Sandra Villa.
L'appuntamento odierno segue l'approvazione della delibera con cui il Consiglio comunale di Riccione ha autorizzato l'acquisto dell'intera partecipazione nella società Riminicultura Srl, attuale proprietaria dell'immobile.
Il percorso amministrativo: verso il rogito e la liquidazione
L'approvazione in Consiglio comunale rappresenta l'atto politico e amministrativo fondamentale che dà mandato al dirigente del settore di procedere con gli adempimenti successivi. Il percorso prevede ora la formalizzazione del contratto definitivo di compravendita (rogito), che sancirà il passaggio delle quote sociali per un importo di 1.206.000 euro, finanziato con risorse proprie del bilancio 2026.
L'operazione è stata strutturata per rispondere a criteri di stretta necessità e urgenza istituzionale. Sebbene l'ente acquisti formalmente le quote di una società — condizione non negoziabile posta dalla Fondazione venditrice — l'obiettivo finale è esclusivamente patrimoniale. Per questo motivo, una volta divenuto socio unico, il Comune di Riccione ha già previsto di deliberare l'anticipato scioglimento e la messa in liquidazione della società Riminicultura Srl. Questa procedura tecnica permetterà di far confluire Villa Mussolini direttamente nel demanio/patrimonio indisponibile del Comune, stabilizzando definitivamente la gestione del bene.
Le dichiarazioni
Daniela Angelini, sindaca di Riccione: “Oggi chiudiamo un cerchio aperto nel 1997. Con il voto del Consiglio e questa intesa con Fondazione Carim, restituiamo definitivamente le chiavi di casa ai cittadini di Riccione. Non è solo un’operazione immobiliare, ma un atto d'amore e di visione per la nostra città: Villa Mussolini non sarà più un bene “in prestito”, ma il cuore pulsante e di proprietà pubblica della nostra offerta culturale”.
Paolo Pasini, presidente Fondazione Carim: “Abbiamo dato seguito all’invito ad offrire pubblicato nell’ottobre scorso, nel quale era chiarissimo sia l’ambito di manovra della Fondazione che il valore del binomio progetto culturale e offerta economica nell’economia della valutazione. Ringraziamo i tre soggetti che hanno risposto e mostrato concreto interesse. Alla fine delle riflessioni abbiamo colto nell’offerta del Comune di Riccione la chiara volontà di offrirsi come spazio integrato in rete con le peculiarità di Villa Franceschi, Villa Lodi Fè, Spazio Tondelli e Museo del Territorio, sviluppando quindi un polo contemporaneo di cultura e socialità. Ha avuto peso la possibilità di sviluppare l’importante opera di rigenerazione della villa stessa operata vent’anni fa dal Comune di Riccione e continuamente rinnovata. L’Amministrazione, per la sua natura istituzionale, garantisce anche stabilità di gestione; inoltre, come proponente di politiche culturali, è soggetto alle indicazioni provenienti dagli organismi di governo e di consultazione dei cittadini”.
Sandra Villa, vicesindaca e assessora alla Cultura: “Il riconoscimento della validità del nostro progetto culturale da parte della Fondazione ci onora. Villa Mussolini sarà il perno di un sistema che connette le nostre ville storiche e i contenitori culturali in un unico polo del contemporaneo. La nostra programmazione, dalle grandi mostre alla ricerca storica, avrà ora la stabilità necessaria per crescere e posizionare Riccione come importante riferimento culturale per 365 giorni l'anno”.
Alessandro Nicolardi, assessore al Patrimonio: “Abbiamo lavorato con estrema precisione tecnica per garantire un’operazione che fosse sostenibile e vantaggiosa per l'Ente. Il prezzo di acquisto è inferiore al valore massimo stimato dalla perizia tecnica (1.240.000 euro) e la piena proprietà permetterà di eliminare i costi di gestione frammentata tra la proprietà del parco e il comodato della Villa, ottimizzando gli investimenti futuri. È un investimento strategico che mette in sicurezza un asset identitario fondamentale”.
Un asset strategico per la città
L'operazione è coerente con gli indirizzi del Documento unico di programmazione 2026-2028, che punta sulla cultura come strumento di partecipazione e crescita della comunità. Con l'acquisizione, il Comune mette fine a una situazione di precarietà contrattuale che durava da decenni, garantendo alla Villa una funzione sociale e museale permanente.

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