“Il voto sulla riforma alla giustizia è un voto chiaramente politico nel senso più alto e nobile del termine. La grandissima partecipazione popolare, che già di per sé è un valore che rende solida la democrazia, ha sancito da parte degli italiani la difesa e la vittoria della Costituzione e dei suoi valori e principi come l equilibrio dei poteri” così il deputato del Partito Democratico Andrea Gnassi sulla fortissima affermazione del no al Referendum.
“Se pensiamo al mondo, alle derive populiste e autoritarie, ad azioni inimmaginabili fino a solo qualche tempo fa, da Trump al Sud America ai venti europei dell’estrema destra con richiami persino al nazifascismo, oggi l’Italia ha messo un argine e un paletto invalicabile. L’Italia è una repubblica democratica che fonda la sua natura sulla Costituzione. Questo non si tocca. Non si mette in discussione l‘equilibrio dei poteri esecutivo, legislativo e giudiziario, qualunque sia la maggioranza di governo. Le riforme che riguardano l’essenza di un Paese, la sua democrazia, non si fanno a colpi di maggioranza, senza coinvolgere il Parlamento e il popolo. La cosa a mio avviso straordinaria è che in primis a dirlo sono stati tantissimi giovani anche in Romagna, anche nel Riminese, milioni di ragazze e ragazzi che sono la linfa nuova di un‘Italia democratica” prosegue il deputato, affermando: “Accanto a questa considerazione, a mio avviso ne va fatta un’altra. Questo voto ha un valore enorme: difende la Costituzione. E impone a una classe dirigente seria anche di guardare e avviare un ciclo di riforme e azioni serie dentro la stessa Costituzione. Dopo il No chiaro è forte, si apra una stagione riformatrice e di progresso. Anche sulla giustizia, coinvolgendo però le forze politiche in Parlamento, coinvolgendo sia la magistratura che tutti gli operatori nel campo della stessa giustizia e i cittadini. Servono azioni e riforme per dare più sicurezza al Paese, una giustizia più efficiente, riforme per lo sviluppo economico e la tutela dei diritti sociali e civili. Il Paese ha bisogno di grandi cambiamenti e che questi avvengano senza derive autoritarie e nel solco dei principi della Costituzione, della giustizia, per dare all’Italia una prospettiva di futuro vera e sollevata da rischi e degenerazioni che nel mondo di oggi si vedono”.
Quindi, spostando l’attenzione sul nostro territorio: “Sul piano locale, è evidente come l’Emilia Romagna abbia trainato la grande affluenza. Nel Riminese è in particolare a Rimini, nel capoluogo, la partecipazione al voto ha sancito la solidità di un forte tessuto di una società civile democratica che vuole partecipare . La maggioranza che si è espressa per il no ha la forza anche una generazione di tanti giovani che, pensando al loro futuro e a quello del Paese, lo vedono libero da ogni possibile deriva autoritaria e spalancato a un futuro da scrivere insieme”.

Max 16° 




















