Politica 20:53 | 20/09/2026 - Romagna

Montagna, Zanzini Confcommercio: "Baruffi parta di una zes per la montagna. Bene: ora trasformiamola in un progetto concreto per la Valmarecchia"

Confcommercio Rimini: «Servono imprese, commercio, casa, servizi e mobilità». Dichiara il Presidente di Confcommercio Provincia di Rimini Giammaria Zanzini «C’è un passaggio dell’intervista dell’assessore regionale alla Montagna e alle Aree interne Davide Baruffi che riteniamo particolarmente importante: la necessità di strumenti specifici per le aree svantaggiate, fino all’ipotesi di una Zona Economica Speciale per la montagna. Noi raccogliamo questa apertura e diciamo: bene, ora trasformiamola in un progetto concreto per la Valmarecchia. Se riconosciamo che fare impresa e garantire servizi in un territorio montano comporta condizioni e costi diversi rispetto ai grandi centri, dobbiamo avere il coraggio di costruire politiche differenti per territori differenti. Non possiamo pensare di contrastare lo spopolamento con una sola misura. Servono contemporaneamente lavoro, imprese, commercio, casa, servizi e mobilità. In questo contesto la Valmarecchia non parte da zero. Abbiamo già la STAMI “Paesaggi da vivere, insieme e sempre”, che nasce proprio con l’obiettivo di contrastare la diminuzione della popolazione e dei servizi e valorizzare le risorse del territorio. Adesso dobbiamo fare un passo ulteriore: affiancare alla strategia territoriale una vera politica economica, abitativa e della mobilità per i piccoli Comuni. La desertificazione commerciale è un problema territoriale, e in Valmarecchia I numeri confermano la stessa tendenza. È la fotografia di un territorio nel quale spopolamento e riduzione dei servizi economici procedono insieme. Ed è proprio per questo che la risposta deve tenere insieme residenti, casa, mobilità, imprese e commercio di prossimità. I numeri regionali confermano la dimensione del problema. Secondo un atto di indirizzo dell’Assemblea legislativa dell’E-R, tra il 2014 e il 2025 sono scomparse in regione 5.895 imprese di vicinato di base. 266 Comuni su 330 hanno perso almeno un’attività di base e oltre 2,3 milioni di emiliano-romagnoli, più della metà della popolazione regionale, vivono oggi in Comuni nei quali manca almeno una delle 21 attività essenziali. Questo è il punto che dobbiamo comprendere: quando chiude un negozio non perdiamo soltanto un’impresa. Perdiamo un servizio. E quando progressivamente scompaiono i servizi, il territorio diventa meno attrattivo per i residenti, per i lavoratori, per le famiglie e per chi potrebbe scegliere di trasferirsi. Per questo chiediamo che il commercio di prossimità venga considerato una vera infrastruttura territoriale e sociale".

Il quadro regionale trova una conferma concreta nei dieci Comuni dell’Alta Valmarecchia interessati dalla STAMI: tra il 2015 e il 2025 la popolazione è scesa di 882 residenti (-2,9%), mentre le attività di commercio, alloggio e ristorazione sono diminuite di 46 unità (-6,3%). A soffrire maggiormente è il commercio al dettaglio, con 38 negozi in meno (-10,3%)Numeri che raccontano concretamente cosa significa lo spopolamento: meno residenti, meno domanda, meno servizi, meno decoro e minore attrattività del territorio».

UN PIANO CASA DEI BORGHI PER RIPORTARE PERSONE

Continua il Presidente Zanzini «Per contrastare lo spopolamento non basta incentivare le imprese. Dobbiamo creare le condizioni perché le persone possano scegliere di vivere nei borghi. Da qui la nostra proposta di un Piano Casa dei Borghi: censire gli appartamenti sfitti, inutilizzati o sottoutilizzati, creare accordi con i proprietari e i Comuni e favorire la loro messa sul mercato a canone calmierato. Pensiamo in particolare a forze dell’ordine, studenti, giovani lavoratori, insegnanti e professionisti».

Un carabiniere, un agente di Polizia, uno studente universitario o un giovane professionista che possono trovare una casa accessibile in un borgo rappresentano molto più di un semplice nuovo inquilino: sono nuovi residenti, nuova domanda di servizi, nuova vita per il territorio.

E POI C’È LA MOBILITÀ un elemento questo decisivo.

"In questi giorni abbiamo discusso del potenziamento dei collegamenti verso il centro commerciale Le Befane. Bene voler facilitare gli spostamenti verso Le Befane, ma proprio questa scelta ci offre l’occasione per una riflessione più ampia sull’intero territorio.

Con l’avvio dell’orario invernale, la linea 8 prevede sette corse giornaliere verso Le Befane e altrettante di ritorno. Chiediamo di valutare se 4 di queste nuove corse – due al mattino e due al pomeriggio – possano essere utilizzate per potenziare le linee già esistenti verso la Valmarecchia.

"Non è una contrapposizione tra i territor
i. È una questione di equilibrio e di capacità di utilizzare le risorse della mobilità per raggiungere più obiettivi: studenti, lavoratori, forze dell’ordine e cittadini».

Un borgo non si ripopola se è difficile raggiungerlo. La mobilità non è soltanto un servizio: è l’infrastruttura che porta persone, lavoro e futuro nei territori rafforzando la comuni.

Se vogliamo che un giovane viva in Valmarecchia, deve poter raggiungere l’università. Se vogliamo che un lavoratore scelga un borgo, deve poter raggiungere il proprio posto di lavoro. Se vogliamo rafforzare la presenza delle forze dell’ordine e degli altri servizi essenziali, dobbiamo creare le condizioni perché chi quei servizi li garantisce possa anche vivere nei nostri territori. La mobilità, quindi, non è una voce separata dalla politica contro lo spopolamento: è una delle condizioni che rendono possibile il ripopolamento.

NON SERVE UN’ALTRA STRATEGIA. SERVE METTERE A TERRA QUELLA CHE ABBIAMO quindi la sfida è mettere insieme tutti questi elementi.
Conclude il presidente provinciale Zanzini «Baruffi apre il tema degli strumenti speciali per le aree svantaggiate. La STAMI ci dà già una strategia territoriale. Noi proponiamo di completarla con una politica concreta per imprese, commercio, casa e mobilità. Non dobbiamo creare l’ennesimo documento. Dobbiamo mettere a terra quello che abbiamo già costruito. Perché un borgo non si ripopola con un solo contributo . Si ripopola quando una persona trova un lavoro, una casa a un prezzo sostenibile, un autobus che funziona, un negozio vicino, servizi e una comunità nella quale scegliere di vivere.
E se davvero vogliamo raccogliere la sfida di una politica speciale per la montagna, la Valmarecchia può essere uno dei territori nei quali sperimentare concretamente questo nuovo modello».

 

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