Politica 13:43 | 07/09/2026 - Romagna

Rimini EcoSocialista - Caar Rimini: bilanci milionari sulla pelle dei lavoratori. Sicurezza zero, illegittimità e il silenzio complice della direzione e del Comune

Un gigante dai piedi d’argilla e dalle tasche piene, che si regge sull’illegalità diffusa e sul totale spregio delle norme di sicurezza più elementari. Il Centro Agro-Alimentare Riminese (CAAR S.p.A.) vanta un capitale sociale di oltre 9,6 milioni di euro e un fatturato annuo consolidato che supera i 2,6 milioni di euro. Eppure, dietro la facciata dei bilanci costantemente in attivo, si nasconde una realtà drammatica fatta di omissioni, pericoli mortali per i lavoratori e indifferenza istituzionale. La denuncia che emerge oggi dalla nostra inchiesta è un atto d’accusa durissimo che punta il dito direttamente contro il Sindaco di Rimini, l'Assessore alle società partecipate Juri Magrini, e la Direttrice Generale del CAAR, Cinzia Furiati. 

Le violazioni riscontrate all'interno del settore ortofrutta del C.A.A.R. configurano uno scenario da far west: Sicurezza calpestata nelle gallerie, Assenza totale di percorsi pedonali protetti, scarichi notturni fuorilegge, lavoro nero massiccio, regolamenti fantasma.

Tutto questo avviene sotto gli occhi di una catena di comando che si è letteralmente disinteressata di questi problemi per anni. Il Comune di Rimini controlla la struttura come socio di assoluta maggioranza tramite Rimini Holding S.p.A., la quale detiene quasi il 60% delle quote azionarie.

Dov'è il Sindaco? Dove sono gli ispettori? Cosa fa l'Assessore Magrini mentre nelle gallerie pubbliche si consumano queste violazioni? La direttrice Cinzia Furiati e l'intero apparato tecnico, pur incassando i frutti economici di una struttura strategica per il territorio, non hanno mai preso provvedimenti per sanare una situazione ormai divenuta insostenibile.

A questo si aggiungono le ombre del passato, con denunce di totale "opacità" nella vendita all'asta pubblica dei posteggi del C.A.A.R., gestiti senza la dovuta trasparenza. La politica locale e gli organi di informazione territoriale erano edotti di tutto, ma hanno preferito voltarsi dall'altra parte.

Non accetteremo più che si facciano profitti milionari e passerelle politiche calpestando la dignità, la salute e la vita di chi lavora all’intero della struttura. Se la situazione non migliorerà a breve termine siamo pronti a redigere un Esposto Formale alla Procura della Repubblica di Rimini e a contattare immediatamente il Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (PISLL) dell'AUSL locale.

Le nostre vite valgono più dei vostri profitti.

Rimini Ecosocialista

 

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