Politica 16:48 | 23/01/2026 - Rimini

Prende il via la campagna referendaria promossa dal Comitato “Società civile per il No nel referendum costituzionale

Prende il via la campagna referendaria promossa dal Comitato “Società civile per il NO nel referendum costituzionale – Rimini”. Giovedì 22 gennaio si è tenuta la prima riunione del Comitato, ospitata dalla Camera del Lavoro di Rimini, che ha eletto la propria presidenza.

Una realtà ampia e plurale che mette insieme associazioni, giuristi, organizzazioni sociali, forze politiche, cittadine e cittadini che hanno deciso di impegnarsi per difendere la Costituzione e la qualità della nostra democrazia, perché di questo si parla in tema di referendum costituzionale sulla riforma dell’ordinamento giudiziario.

Il Comitato riminese riunisce, su base paritaria, ACLI, AUSER, ANPI, ARCI, CGIL, Coordinamento Democrazia Costituzionale, Federconsumatori, Legambiente, Libera, Libertà e Giustizia, insieme alle forze politiche AVS, Europa Verde, Movimento 5 Stelle, PCI, Partito Democratico, PRC, Possibile Rimini, Riccione Coraggiosa, Rimini in Comune e Sinistra Italiana. È un percorso nato con l’obiettivo di essere il più largo possibile e che resta aperto a nuove adesioni.

La Presidenza del Comitato è stata affidata a Daniela Daniele, ostetrica pensionata Asl di Rimini , responsabile del Percorso Nascita Aziendale e con lunga esperienza in attività consultoriale e di coordinamento e Pier Paolo Paolizzi (detto Spigolo) pensionato anche lui ed ex insegnante impegnato nella diffusione delle espressioni artistiche teatrali e fondatore dell’Associazione Scuola Teatro Riminese (A.S.T.Ri.). La Presidenza è stata eletta all’unanimità nel corso della riunione del 22 gennaio 2026, tenutasi presso la CGIL di Rimini. Accanto alla Presidenza lavorerà un diffuso ed ampio gruppo organizzativo che coordinerà le prime attività sul territorio.

La posta in gioco

In discussione non c’è una singola norma, ma l’equilibrio complessivo dei poteri, l’autonomia della magistratura e il disegno di Paese che sta prendendo forma attraverso l’intreccio tra legge Nordio, autonomia differenziata e premierato. Per il Comitato riminese l’indipendenza del potere giudiziario non è un privilegio corporativo, ma una garanzia per tutte e tutti: è ciò che rende i cittadini uguali davanti alla legge. La legge Nordio, al contrario non può che leggersi come un passo verso una giustizia più indulgente con i forti e più severa con i deboli, con il rischio di indebolire i controlli di legalità e di concentrare il potere. Quale libertà avrà un giudice di mettersi contro grandi poteri economici e politici, per dare giustizia ai più deboli? Pensiamo solo al potere finanziario, per fare un esempio vicino a tutti: un domani un magistrato sarà davvero libero di intervenire su materie che confliggono con grandi interessi bancari?

Dire NO al referendum costituzionale significa difendere l’idea di democrazia disegnata dalle madri e dai padri costituenti: una democrazia partecipata, in cui i cittadini, attraverso i corpi intermedi, incidono davvero sulle scelte che pesano sulle loro vite e sul futuro del Paese.

Dire NO significa anche chiedere che la giustizia funzioni davvero, partendo da ciò che oggi manca: personale stabile, organici adeguati e tempi certi. In Italia oltre 14.000 lavoratrici e lavoratori precari tengono in piedi il sistema giudiziario, una condizione che pesa sulla qualità delle decisioni e sui diritti dei cittadini. Questa “riforma” non affronta nessuno di questi nodi e rischia anzi di allontanare ancora di più la giustizia dalle persone, soprattutto da quelle più fragili.

I prossimi passi

Con la costituzione del Comitato prende ufficialmente avvio anche la campagna referendaria sul territorio riminese. Le prime azioni sono già state definite: l’invio di un appello ai sindaci della provincia; l’apertura di nuovi canali social; l’organizzazione di tavoli informativi in città e nei comuni del territorio. Il primo tavolo informativo domani mattina sabato 24 gennaio in Piazza Tre Martiri a Rimini.

“Questa non è una battaglia di parte – spiegano i promotori – ma una scelta di responsabilità verso la Costituzione e verso le generazioni che verranno. Vogliamo parlare con le persone, ascoltare dubbi e domande, spiegare con calma cosa sta cambiando e perché riteniamo importante dire NO”.

Il Comitato “Società civile per il NO nel referendum costituzionale – Rimini” invita associazioni, movimenti, realtà civiche, esponenti del mondo della cultura e dell’università e singoli cittadini ad aderire e a partecipare. Le adesioni possono essere inviate all’indirizzo: [email protected].

Dire NO significa difendere gli equilibri della nostra democrazia, a favore dei più deboli. È da qui che parte la campagna referendaria a Rimini.

Comitato della Società Civile riminese per il NO al Referendum costituzionale