In data 17 novembre 2025, l’Ufficio Immigrazione della Questura di Rimini dava esecuzione all’accompagnamento coattivo alla frontiera di un cittadino del Burkina Faso, destinatario di un provvedimento di revoca dello status di Protezione Sussidiaria emesso nel giugno del 2025 dalla Commissione Nazionale per il Diritto di Asilo.
Il soggetto in questione risultava gravato da precedenti di polizia.
In particolare, nell’aprile 2024, personale dell’Ufficio Volanti della Questura di Rimini lo aveva tratto in arresto per i reati di rapina e di resistenza a Pubblico Ufficiale. L’uomo, infatti, sul lungomare di Rimini, aveva sottratto un monopattino a un minore, minacciando di morte il padre del bambino, e aveva successivamente colpito con calci e pugni gli operatori di polizia intervenuti, nel tentativo di darsi alla fuga.
Successivamente, nel febbraio 2025, il cittadino straniero era stato deferito in stato di libertà alla locale Autorità Giudiziaria per il reato di porto di armi od oggetti atti ad offendere, poiché, impugnando un coltello, si aggirava con atteggiamento minaccioso tra le autovetture in una pubblica via del Comune di Rimini. Alla vista delle FF.OO. si era dato alla fuga, ma era stato rintracciato poco dopo; nella sua disponibilità era stato rinvenuto un coltello a serramanico.
La Commissione Nazionale per il Diritto di Asilo disponeva nei confronti del 39enne africano l’obbligo di rimpatrio e il divieto di reingresso e soggiorno nel territorio italiano per 5 anni.
Il cittadino del Burkina Faso veniva accompagnato presso il suo paese di origine con scorta internazionale, composta da personale della Questura di Rimini, della Polaria di Rimini e della Questura di Firenze.

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