Cronaca 10:38 | 09/01/2026 - Rimini

Sotto la minaccia di un coltello violenta in un parcheggio una cameriera. Imprenditore a giudizio in Tribunale

Una nottata di terrore e da incubo, quella del 10 gennaio dello scorso anno per una giovane cameriera a Riccione. La ragazza una volta terminato il proprio turno di lavoro venne seguita in auto da un uomo che era anche un cliente del locale, ove prestava servizio, che conosceva di vista. L'uomo, un pugliese di 41 anni, proprietario di un locale a Riccione, aveva cenato nel ristorante della perla Verde,dove la giovane lavorava come cameriera e aveva cercato di contattarla al telefono per proporle di andare a bere qualcosa insieme a fine servizio quella stessa sera. Ma la ragazza non era d'accordo e aveva declinato l'invito. Secondo le indagini della Squadra mobile di Rimini, l'imprenditore aveva atteso all'esterno del ristorante la cameriera e poi l'avrebbe seguita a bordo della propria auto. Una volta giunti in una zona isolata, il 41enne le si parò davanti e la costrinse a scendere dalla vettura. A quel punto il pugliese avrebbe obbligato la donna ad avere con rapporto sessuale con lo stesso. Il tutto consumato sotto la minaccia di un coltello che il 41enne teneva puntato contro la pancia della giovane. Per incuterle ancora più terrore le avrebbe ripetuto di essere una "persona pericolosa, scampata tante volte alla legge, ua specie di intoccabile". Traumatizzata e impaurita dal fatto occorso, la malcapitata non denunciò immediatamente il fatto alle forze dell'ordine. La stessa venne lasciata dall'uomo mezza nuda in mezzo alla strada. La 24enne si rivestì e tornò a casa nella speranza di dimenticare tutto il peggio di ciò che era capitato. Ma la ragazza non riuscì a dare un colpo di spugna definitivo ai brutti ricorsd. A quel punto una ventina di giorni dopo, temendo di essere rimasta incinta, la donna si recò all'ospedale Infermi di Rimini. Una psicologa incontrò la vittima che raccontò al medico di essere stata abusata sessualmente. Così scattò l'immediata segnalazione alle forze dell'ordine. La Squadra Mobile, coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani fecero partire l'indagine. I riscontri tecnici e la dovizia di particolari forniti dalla vittima, hanno reso credibile il racconto della cameriera, che a distanza di poco più di un anno dai fatti ha visto il presunto violentatore, già noto alle forze dell'ordine, ritrovarsi in un'aula, quella del Tribunale di Rimini, accusato del reato di violenza sessuale aggravata.