Auto sempre più vecchie sulle strade italiane e sempre meno acquisti di vetture nuove. Non è una novità degli ultimi mesi, ma una tendenza che si è consolidata soprattutto negli ultimi tre anni e che, dopo la guerra in Ucraina e l’impennata dei prezzi, è diventata ancora più evidente.
Una dinamica che si riflette anche in Romagna. A raccontarla è Union Ricambi, azienda riminese attiva nella distribuzione di componenti per auto nelle province di Rimini, Forlì-Cesena e Pesaro, che osserva quotidianamente l’andamento del mercato dell’aftermarket. "Negli ultimi tre anni abbiamo registrato una crescita di fatturato intorno al 30% – spiega il presidente Marco Bracchi – anche se il nostro risultato è superiore alla media del settore. Nel complesso il mercato italiano dei ricambi è cresciuto di oltre il 20%. Certo il fatturato risente anche dell'inflazione e dell'aumento dei costi, ma sono soprattutto i volumi ad essere aumentati".
Il quadro è legato soprattutto all’aumento dei prezzi delle automobili nuove. Negli ultimi anni i listini sono saliti in modo significativo e oggi anche una piccola utilitaria può arrivare a costare oltre 15 mila euro, cifre molto più alte rispetto al periodo precedente alla pandemia, quando tra incentivi e sconti alcune vetture potevano costare anche poco più di 10 mila euro. "Quando il prezzo delle auto nuove cresce così tanto – prosegue Bracchi – molte famiglie scelgono semplicemente di rimandare l’acquisto e continuare a utilizzare la macchina che hanno già".
Il risultato è un parco auto sempre più anziano. L’Italia è tra i Paesi europei con l’età media più alta delle vetture circolanti (circa 14 anni) e, allo stesso tempo, è anche tra quelli con il più alto numero di auto in rapporto agli abitanti. Una combinazione che rende la manutenzione e la sostituzione dei componenti un mercato particolarmente dinamico. "Più un’auto invecchia, più ha bisogno di manutenzione – osserva Bracchi – e spesso chi deve sostituire un pezzo si rivolge al mercato dei ricambi non originali, dove i costi sono più accessibili rispetto alle concessionarie".
Anche sul territorio tra Rimini, Cesena e Pesaro questa dinamica è evidente. "Le officine lavorano molto sulla manutenzione delle vetture esistenti. I ricambi più richiesti sono quelli legati alla manutenzione ordinaria: filtri, freni e batterie". Dietro a questo cambiamento c’è però anche un fattore culturale. Se fino a vent’anni fa l’auto nuova rappresentava uno status symbol, oggi questo valore simbolico si è molto ridotto, soprattutto tra le nuove generazioni e nelle grandi città. Allo stesso tempo stanno crescendo formule alternative come il noleggio a lungo termine. "Sempre più persone infatti non acquistano la macchina ma la noleggiano – spiega Bracchi – mentre molti giovani non vedono più l’auto come un obiettivo prioritario".
Sullo sfondo restano anche le politiche europee sulla transizione ecologica e il percorso verso lo stop alla vendita di auto con motore termico previsto per il 2035, anche se negli ultimi mesi a livello europeo si discute di possibili correttivi. Nel frattempo, però, la situazione è chiara: gli italiani tengono le auto più a lungo. "Finché il costo delle vetture nuove rimarrà così alto – conclude Bracchi – il mercato dei ricambi continuerà a essere sostenuto. Auto più vecchie significa inevitabilmente più manutenzione". Una realtà che, anche in Romagna, riguarda ogni giorno migliaia di automobilisti.

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