Nella notte del 10 giugno 2026 è stato perpetrato un furto presso un negozio di ortofrutta sito in Rimini, nei pressi di via Pascoli ad opera di due soggetti travisati che, dopo aver infranto le vetrate dell’esercizio commerciale, si sono impossessati del registratore di cassa. Il forte rumore provocato dalla spaccata ha allertato due agenti della Polizia di Stato che si trovavano nelle vicinanze, che, seppur non in servizio, intervenivano immediatamente. Un agente, in particolare, dopo aver visto le fasi finali del furto, pur senza riuscire ad intervenire in flagranza, ha raccolto elementi importanti sui due malviventi, che, vistisi scoperti, si son dati immediatamente alla fuga, allontanandosi uno a bordo di una bicicletta di colore rosso e l’altro su uno scooter di cui veniva rilevato il numero di targa.
I successivi approfondimenti investigativi della Squadra Mobile e delle Volanti hanno consentito, grazie alla descrizione fornita dal personale intervenuto e alla visione delle immagini estrapolate dalle telecamere di sorveglianza, nonché dagli accertamenti svolti sul mezzo utilizzato nella fuga, di individuare i due uomini ritenuti responsabili del furto.
Questi ultimi, entrambi residenti a Rimini da anni, sono soggetti già noti, poiché gravati da numerosi precedenti giudiziari e di polizia anche per reati specifici.
In particolare, il più giovane, lo scorso 26 maggio, è stato arrestato in flagranza di reato dal personale delle Volanti, in concorso con altro soggetto, per aver perpetrato un furto su un’autovettura in sosta. In quella circostanza, a seguito della convalida dell’arresto, il giudice aveva disposto la sottoposizione all’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria trisettimanale, misura cautelare tutt’ora in corso.
Il cinquantenne, inoltre, quando è stato rintracciato dal personale della Squadra Mobile per procedere alla formale identificazione, è risultato portare al seguito numerosi arnesi atti allo scasso, motivo per cui è stato deferito alla Procura della Repubblica di Rimini anche per il possesso ingiustificato di tale materiale.
Si ricorda che nei confronti delle persone indiziate e imputate vige la “presunzione di innocenza”.

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