Opinioni 15:07 | 01/06/2026 - Rimini

Osservatorio Ampliamento Fiera: "Non siamo contro il progresso"

"Siamo favorevoli allo sviluppo, agli investimenti e alla crescita. Ma siamo contrari a decisioni che ignorano la realtà del territorio e scaricano sui cittadini il peso di scelte urbanistiche sbagliate. Proprio per questo riteniamo che un impianto destinato ad accogliere fino a 18.500 persone non possa essere collocato in un'area che, già oggi, mostra evidenti limiti dal punto di vista della viabilità e dell'accessibilità. Non è una questione ideologica. È una questione di buon senso. In quel luogo, semplicemente, un impianto da 18.500 persone non ci sta.

Non ci sta per caratteristiche urbanistiche, non ci sta per capacità viaria, non ci sta per l'impatto ambientale, e per l’impatto che avrebbe sulla vita quotidiana dei residenti. Quando un progetto di queste dimensioni viene previsto in un contesto che non è in grado di sostenerlo, il problema non è il progresso: il problema è la pianificazione.

Il quadrante fieristico, come mostrano le immagini, è dentro un imbuto infrastrutturale, saturo, fortemente impermeabilizzato, ed ogni nuovo intervento produrrebbe effetti moltiplicativi non marginali. La crescita va governata, non imposta. Un'amministrazione responsabile dovrebbe prima chiedersi se un territorio può reggere un'opera di tale portata, e solo dopo decidere dove realizzarla. Perché sviluppo non significa riempire ogni spazio disponibile. Significa collocare ogni progetto nel posto giusto.

Inutile continuare a ripetere che tutto funzionerà, che il traffico sarà gestibile o che i disagi saranno marginali. I cittadini conoscono bene la situazione di quell'area e sanno cosa accade già oggi nelle giornate di maggiore afflusso (Come emerge dalle foto allegate). Pensare di aggiungere ancora decine di migliaia di persone senza generare conseguenze significative significa negare l'evidenza.

Le infrastrutture devono precedere i grandi progetti, non inseguirli. Prima si individuano collegamenti adeguati, accessi efficienti e una viabilità capace di sostenere i flussi; poi si realizzano opere di questa portata. Fare il contrario significa trasferire i problemi sui residenti e trasformare una scelta urbanistica in un disagio permanente.

Nessuno è contro la crescita. Ma la crescita senza pianificazione non è sviluppo: è improvvisazione. E quando un territorio dice chiaramente di non avere la capacità di assorbire un impatto simile, ignorarlo non è una prova di coraggio amministrativo. È semplicemente un errore"

Osservatorio Ampliamento Fiera

Cronaca