Le immagini che arrivano dalla Sicilia in questi giorni, devastata dal Ciclone Harry, non sono un trailer di un film catastrofico: sono il nostro futuro prossimo. Mentre guardiamo lidi distrutti e lungomare mangiati dalle onde a 1000 km da qui, dobbiamo farci una domanda scomoda: la provincia di Rimini è davvero pronta o stiamo solo cercando di farla sembrare "bella" su Instagram?
Oltre il Make-up Urbano
I nuovi waterfront e il Parco del Mare realizzati in alcuni comuni sono stati un upgrade estetico importante, ma non possiamo confondere l'urbanistica "tattica" con la sopravvivenza climatica. Mettere una bella pavimentazione, due palme e una panchina di design non fermerà l'Adriatico quando deciderà di riprendersi la costa.
"Non ci serve un lungomare da sfilata se poi alla prima mareggiata seria finiamo sott'acqua," dichiarano i giovani di Europa Verde della provincia di Rimini.
"Abbellire la città è giusto, ma ignorare che il livello del mare si alza è un atto di irresponsabilità generazionale. Stiamo spendendo soldi pubblici per creare un set fotografico che rischia di avere una data di scadenza brevissima."
La lezione del Ciclone Harry ci deve insegnare che i fenomeni estremi non colpiscono più "altrove". La crisi climatica è qui e ora. La Riviera Romagnola è una delle zone più vulnerabili d'Italia per l'innalzamento del mare e la subsidenza. Se continuiamo a pensare alla protezione della costa come a un problema di "decoro", stiamo fallendo.
Cosa chiediamo (per non affogare):
Vogliamo una politica che inizi a fare adattamento vero:
* Basta cemento, più dune: Le dune naturali non sono "ingombranti", sono i nostri airbag contro le mareggiate. Dobbiamo ricostruire ecosistemi vivi, non solo aiuole per i selfie.
* Infrastrutture Resilienti: Ogni nuovo intervento sul lungomare deve essere progettato per resistere a onde di energia eccezionale, non solo per essere piacevole alla vista.
* Bisogna spiegare alla città che la linea di costa cambierà. Servono strutture balneari leggere, ecosostenibili e mobili. Il modello "cemento e ombrelloni fissi" è un fossile del secolo scorso.
Il tempo dei "mi piace" è finito
Non vogliamo città che siano solo "belle da vedere" mentre affondano. Vogliamo città sicure, che sappiano guardare in faccia la realtà climatica con coraggio, non con la paura di rovinare l'estetica dei viali.
Il Ciclone Harry è l'ultimo avviso. La prossima volta potrebbe toccare a noi. Sveglia!

Max 11° 




















