C’è un momento, all’inizio delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, in cui si capisce che questi Giochi non saranno solo una competizione sportiva. È il momento in cui l’Italia sceglie di raccontarsi, intrecciando sport, moda, musica e immaginario collettivo.
Lo sport parla subito con voce chiarissima. Francesca Lollobrigida conquista la prima medaglia d’oro italiana nei 3000 metri di pattinaggio di velocità, proprio nel giorno del suo trentacinquesimo compleanno. Una vittoria fatta di tecnica e lucidità, ma anche di simboli: l’Italia apre i Giochi con un successo maturo, costruito, mai gridato.
Ma è nella cerimonia di apertura del 6 febbraio, allo stadio di San Siro, che il racconto si amplia. Lo stadio diventa teatro, la musica dialoga con le immagini, le coreografie con la memoria. E la moda, questa volta, non accompagna: parla.
Il tributo a Giorgio Armani è uno dei momenti più intensi della serata. Sessanta modelle sfilano in completi pantalone monocromatici declinati nei colori della bandiera italiana: non una passerella fine a se stessa, ma una dichiarazione estetica di misura, armonia e identità. A guidarle è Vittoria Ceretti, portabandiera e volto della nuova campagna dello stilista, avvolta in un abito bianco assoluto, essenziale, quasi sospeso nel tempo.
Lo stesso bianco scelto per le divise ufficiali della squadra italiana, interrotto solo dalla scritta “Italia” ricamata sulla schiena. Una scelta pensata per dialogare con le vette innevate e con l’idea di armonia tra sport, paesaggio e stile. La delegazione italiana chiude la sfilata delle nazioni, come da tradizione per il Paese ospitante, con un’eleganza silenziosa ma immediatamente riconoscibile.
Tra i momenti più emotivi della cerimonia, l’interpretazione dell’Inno di Mameli da parte di Laura Pausini. Un’esecuzione intensa e misurata, accompagnata da un abito nero impreziosito da cristalli e perle: un omaggio sartoriale che diventa gesto di orgoglio nazionale.
Lo spettacolo più dichiaratamente pop arriva con Mariah Carey, che apre ufficialmente la cerimonia avvolta in un abito su misura firmato Roberto Cavalli by Fausto Puglisi. Bianco e argento, stola di pelliccia, una presenza scenica che attraversa San Siro sulle note di Nel blu dipinto di blu. Più che una performance, un’immagine destinata a restare.
In un registro diverso ma altrettanto potente, Ghali sceglie il bianco come spazio simbolico. Indossa una creazione custom Gucci e porta sul palco una poesia contro la guerra di Gianni Rodari. Il suo stile essenziale diventa metafora visiva: non un abito di scena, ma una visione.
I numeri confermano l’impatto della serata: oltre nove milioni di telespettatori e più del 46% di share in Italia. Ma è soprattutto il racconto a convincere. La stampa internazionale parla di una lettera d’amore all’Italia, di uno spettacolo armonioso e identitario. Dal Guardian alla BBC, dal New York Times alla CNN, il messaggio è chiaro: l’Italia ha scelto di mostrarsi per ciò che è, senza eccessi, ma con precisione.
Milano-Cortina 2026 inizia così: con un oro che profuma di determinazione, con un tributo che diventa memoria, con una moda che racconta valori prima ancora che stile. Un’Olimpiade che non chiede solo di essere vista, ma ascoltata. E ricordata.
A cura di Marco Signorile – Cultural Writer

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