L' Adelchi di Manzoni è un personaggio meraviglioso, sublime, un eroe anche nel dolore, di cui si possono solo immaginare le idee nobili e i valori alti. Nell'anno in cui Manzoni inizia a concepire il suo Adelchi nasce Baudelaire (nella foto), la sua antitesi. Lo scrittore francese frequentava prostitute, aveva una nevrosi, una sofferenza che è quella di essere disadattato, di cui si possono solo immaginare la sensibilità morbosa, la materia, l'eccitazione. Nel suo famoso libro “I fiori del male” Baudelaire uccide l'ipocrisia; è tutto ciò che non si può fare detto in versi. L'inversione di uno schema perchè per la prima volta in poesia entrano prostitute, travestiti, uomini di malaffare, violenti, criminali. Sono eroi, ma negativi in una civiltà che decade. Due mondi all'opposto: uno troppo ridondante, edulcorato, con valori troppo alti rispetto alla normalità? Uno troppo bestiale, emotivo, e basato su una dimensione bassa dell'essere? Può essere. Di certo il distacco, l'antitesi, la dicotomia tra questi mondi aiuta a collocare l'eroe come combattente nel suo senso positivo, e nel suo senso negativo. Tutto definito e distinguibile. Certo né Manzoni, né Baudelaire avevano a disposizione quel delirio di Tik Tok, dove in 60 secondi di video qualche eroe ci spiega qualcosa di alto, basso, medio basso, materiale, sentimentale, morboso, eccitante, nobile, sublime, bestiale, ipocrita, violento, criminale. Senza distacco, senza antitesi, senza separazione. E anche senza combattimento da parte di chi ha concepito questo regno. Tramite Tik Tok, Pechino non ha mai pensato di farsi propaganda, nessun contenuto cinese. La Cina vince senza fare la guerra, attraverso un processo antico di diagnosi, lascia fare, abbandona all'autodistruzione sociale. Attraverso l' applicazione è riuscita ad esempio a catalizzare la crisi culturale e sociale americana per autoconsunzione del nemico a stelle e strisce. E se per un certo periodo “Dio è morto” (Nietzsche), Tik Tok invece è più vivo di Dio. Con i suoi 170 milioni di utenti, non può essere bannato, non potrà mai morire. Quindi. Non c'è un bene definito, un male definito, non c'è lotta e combattimento; il tutto per un tempo destinato all'immortalità. Nei “Fiori del male” si evidenzia come “Nell'infame serraglio dei nostri vizi, eccolo là, il più brutto, il più immondo, il più maligno, la Noia”. Senza nulla togliere a Manzoni, ma Baudelaire aveva capito tutto. Un po' come la Cina.
SB

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