Cronaca 14:48 | 30/04/2026 - Rimini

Furto di carburante: la Polizia di Stato arresta un dipendente di una cooperativa

Nella serata di ieri 29 aprile u.s., le Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico hanno tratto in arresto un uomo italiano per il reato di furto aggravato ed indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diverso dai contanti.

L’intervento è scaturito a seguito di una segnalazione pervenuta alla Sala Operativa intorno alle ore 20.30 circa, in quanto il richiedente, responsabile di una cooperativa, riferiva di aver subito il furto di carburante da parte di un dipendente.

 In particolare, l’uomo, mentre era al telefono con l’operatore del 112 – N.U.E., riferiva che in quel momento stava avvenendo il furto, ovvero vedeva in diretta un dipendente che con un mezzo di lavoro prelevava dalle pompe carburanti della ditta diversi litri di gasolio per poi riempire delle taniche di plastica e successivamente uscire dalla ditta stessa.

Gli agenti che tempestivamente si recavano sul luogo dell’accaduto, intercettavano il veicolo segnalato e lo fermavano. Alla guida vi era un uomo italiano, il quale veniva identificato ed a seguito di perquisizione, trovato in possesso di una chiave magnetica atta allo sblocco del distributore carburanti della cooperativa e delle taniche di plastica segnalate poco prima. Dopo altri accertamenti, si evinceva che il soggetto, avendo a disposizione un dispositivo magnetico necessario per eseguire i prelievi di carburante, lo utilizzava in giornate in cui non era in servizio, per poi rivenderlo; il tutto veniva confermato dall’intestatario del dispositivo in questione che disconosceva tali prelievi, e che specificava di aver autorizzato l’uomo al prelievo, solo per motivi legati al lavoro. Inoltre, si poteva appurare, dopo aver ascoltato altri dipendenti, che vi erano stati diversi ammanchi di litri di carburante, sempre con la chiave magnetica già utilizzata altre volte.

 In considerazione dei fatti accaduti, il soggetto veniva accompagnato presso gli Uffici della Questura, dove collaborava con gli agenti, ammettendo il fatto. Al termine delle formalità di rito, veniva tratto in arresto e collocato presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari.

Cronaca