Cronaca 12:01 | 17/02/2026 - Dall'Italia

Il riminese Fabrizio Nanni premiato ieri a Montecitorio con il riconoscimento "Brand Ambassador Award"

Fabrizio Nanni ha ricevuto ieri a Roma il Brand Ambassador Award, nell'ambito di un convegno che a Montecitorio ha premiato i maggiori interpreti del made in Italy. L'imprenditore riminese ha portato nella Capitale, per la terza volta nel giro di pochi mesi, l'esperienza di Pasital, il laboratorio semi-industriale con cui distribuisce già in molti supermercati italiani, ma anche in giro per l'Europa, i veri sapori delle nonne romagnole. Dai ravioli alle tagliatelle. "Un riconoscimento che mi rende davvero orgoglioso, torno a Rimini con un patrimonio di esperienze e nuove consapevolezze", ha spiegato non nascondendo l'emozione, appena dopo aver ritirato il premio consegnatogli dal deputato Giorgio Lovecchio, vicepresidente della Commissione Finanze. Presente al convegno anche l'ex ministro Alfonso Pecorario Scanio, oggi presidente di Fondazione UniVerde e il cantante Albano Carrisi che, premiato anche lui come produttore vinicolo, ha deliziato il pubblico intonando l'Inno di Mameli. 

Invitato dall'onorevole Fucsia Nissoli, membro del consiglio di amministrazione del NIAF, Nanni ha tenuto uno speech presso la prestigiosa Sala della Regina proprio sul concetto di Made in Italy. "Oggi – ha detto davanti alla nutrita platea di imprenditori e membri del Parlamento - non basta mettere una bandiera tricolore su una confezione per dire che stiamo difendendo il Paese, non basta più correre per dire che stiamo andando avanti. Perchè il movimento ti fa fatturare oggi, ma è il progresso che ti permette di esistere anche domani. Progresso significa tutelare chi sa fa le cose bene, costruire filiere serie, certificare le materie prime, investire in produttori che scelgono la strada più difficile perché è l'unica che crea valore nel lungo periodo".

"Se il Made in Italy vuole davvero avere un futuro – ha spiegato Nanni a Montecitorio- deve scegliere un altro ruolo: non quello del movimento, ma quello del progresso. Il resto del mondo riempie gli scaffali, ma il Made in Italy deve riempire di senso ciò che mettiamo su quegli scaffali. Se il resto del mondo si standardizza, il Made in Italy deve essere la differenza nel mondo dell'uguale. Il resto del mondo rincorre il prezzo, ma noi dobbiamo puntare sul valore. Pasital, nel suo piccolo, lavora con questa mentalità. Noi non vendiamo solo ravioli, cappelletti, piada, tagliatelle e o gnocchi. Vendiamo la certezza che dentro quel prodotto ci sia l'Italia vera, quella che non si vergogna di essere esigente con se stessa".