Opinioni 15:09 | 18/02/2026 - Dall'Italia

Giornata del risparmio energetico. Piccoli gesti, effetti reali

Ci sono giornate che sembrano simboliche. E poi ci sono giornate che, se prese sul serio, toccano la vita quotidiana.
Il 18 febbraio si celebra la Giornata del Risparmio Energetico. Non uno slogan, ma un promemoria molto concreto: consumare meglio significa spendere meno e, soprattutto, rispettare di più l’ambiente. I numeri, del resto, raccontano una realtà interessante. Secondo recenti osservazioni sulla riqualificazione energetica, tra il 2020 e il 2025 molti edifici italiani hanno migliorato mediamente di quattro o cinque classi energetiche, con un risparmio che può arrivare fino a 1.800 euro annui. Non esattamente bruscolini. Ma al di là dei grandi interventi strutturali, esiste una forma di risparmio silenziosa, quotidiana, fatta di abitudini.
Gli elettrodomestici, ad esempio.
Lavatrice e lavastoviglie rendono davvero quando vengono utilizzate a pieno carico e con programmi eco. Una banalità? Forse. Ma è proprio nelle banalità che si nasconde il vero spreco. E, per chi può, valutare le fasce orarie più convenienti può fare una differenza concreta. In cucina, piccoli accorgimenti cambiano il quadro energetico: il forno elettrico pulito e utilizzato in modalità combinata, la pentola a pressione, il microonde. Non modernità esibita, ma efficienza domestica.
Poi c’è il grande classico dell’era digitale: dispositivi accesi senza motivo, standby eterni, caricabatterie dimenticati nelle prese. Spegnere ciò che non serve non è un gesto ascetico. È semplice buon senso energetico.
E infine l’acqua calda, voce spesso invisibile nei consumi. Docce più brevi, riduttori di flusso, attenzione quotidiana. Senza derive monastiche, sia chiaro. Lavarsi resta fondamentale — soprattutto per la civile convivenza sui mezzi pubblici — ma farlo con consapevolezza è un atto di intelligenza, non di rinuncia.
Perché il risparmio energetico, alla fine, non è privazione. È misura.

Marco Signorile


 

 

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