Cadono alcune accuse per Valeria Bartolucci, moglie di Louis Dassilva, processato e assolto in primo grado per l'omicidio di Pierina Paganelli, querelata dalla nuora dell'anziana, Manuela Bianchi.
Il giudice del tribunale di Rimini Luca Gessaroli, in udienza predibattimentale, ha infatti disposto il processo davanti al giudice monocratico in relazione all'ipotesi di minaccia aggravata, mentre ha dichiarato la propria incompetenza, in favore del giudice di pace, per l'accusa di percosse. Ha poi prosciolto l'imputata per un episodio di minacce e per diffamazione, per difetto e tardività della querela presentata da Bianchi, assistita dall'avvocato Nunzia Barzan.
Le condotte contestate risalgono al luglio 2024: durante una trasmissione televisiva, Bartolucci aveva tirato i capelli e minacciato Bianchi, che aveva avuto una relazione con Dassilva.
Altre minacce a Bianchi erano state riferite al personale della polizia, durante l'arresto di Dassilva, il 16 luglio 2024. Si contestavano inoltre scritte sui muri e messaggi anonimi sull'ascensore del condominio di via del Ciclamino dove Bianchi abitava, con frasi offensive.
Il giudice ha tra l'altro distinto le condotte di minaccia e le percosse, escludendo il concorso formale tra i reati, come chiesto della difesa di Bartolucci, assistita dagli avvocati Antonio Petroncini e Chiara Rinaldi, che si dicono "soddisfatti per l'accoglimento, ancorché parziale, delle eccezioni sollevate, tenuto conto che il quadro accusatorio nei confronti della signora Bartolucci si è grandemente ridimensionato".

Max 12° 




















