In quel luooìgo nessuna telecamere sul lungomare di Rimini e pochi dettagli confusi. È da questo quadro privo di immagini che la Squadra Mobile è partita per risolvere una violenta rapina aggravata avvenuta a maggio di quest'anno in piazzale Gondar a Marebello. Due 44enni, rispettivamente di nazionalità tunisina e marocchina, sono stati individuati come responsabili dell'aggressione. La vittima, un cittadino tunisino di 34 anni, era stata circondata da più persone e colpita con calci e pugni. Una violenza sproporzionata che lo aveva costretto al trasferimento in pronto soccorso.
I malviventi gli avevano strappato un telefono cellulare, un orologio e una catenina, lasciandolo a terra con svariate ferite al volto e al torace. A rendere particolarmente complessa l'indagine, però, è stata la totale assenza di telecamere di videosorveglianza nella zona. Gli investigatori della Mobile hanno dovuto fare affidamento sul metodo classico: un'attenta analisi delle testimonianze e una minuziosa ricostruzione degli eventi. Determinante è stato l'incrocio tra il racconto del 34enne, i controlli sul territorio e le verifiche nelle banche dati delle forze di polizia. Un meticoloso lavoro di riscontro che ha permesso di dare un nome ai sospettati e predisporre gli accertamenti per il successivo riconoscimento, conclusosi con il loro arresto.

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