Un cane anziano, un Labrador di circa dieci anni, sarebbe stato ucciso a colpi alla testa e poi sepolto nel giardino dell’abitazione del proprietario. Una vicenda dolorosa, emersa a Bellaria-Igea Marina, che ha suscitato profonda indignazione e che oggi approda davanti alla giustizia.
A far emergere il caso sarebbero state le Guardie Zoofile di Fare Ambiente, intervenute a seguito delle segnalazioni e degli accertamenti svolti sul territorio. È grazie alla loro attività che la vicenda è uscita dal silenzio, consentendo di avviare le verifiche necessarie e di portare all’attenzione dell’Autorità giudiziaria una morte che, inizialmente, sarebbe stata presentata come naturale.
Secondo quanto ricostruito, il proprietario del cane, un uomo residente nel Riminese, avrebbe riferito che l’animale fosse deceduto per cause naturali. Gli accertamenti successivi avrebbero però delineato un quadro differente: il corpo del Labrador sarebbe stato esumato e le verifiche avrebbero evidenziato lesioni compatibili con colpi violenti, in particolare alla testa.
L’uomo è ora chiamato a rispondere dell’ipotesi di uccisione di animale, reato previsto dal codice penale per chi, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale. Sarà il processo ad accertare responsabilità, dinamica e circostanze, nel pieno rispetto delle garanzie previste dalla legge.
Nel procedimento è stata ammessa come parte civile Fare Ambiente – Sezione di Rimini, associazione impegnata da sempre nella tutela degli animali e dell’ambiente. Un riconoscimento importante, che conferma il ruolo concreto svolto dall’associazione non solo nella fase di controllo e segnalazione, ma anche nella richiesta di giustizia davanti al giudice.
La costituzione di parte civile rappresenta un passaggio significativo: permette a Fare Ambiente di essere presente nel processo e di portare la voce di chi opera quotidianamente per la protezione degli animali, la prevenzione degli abusi e la diffusione di una cultura del rispetto.
«Non si tratta soltanto di un processo per la morte di un cane — è il senso della posizione dell’associazione — ma di un momento in cui viene riaffermato un principio fondamentale: gli animali non sono cose, non sono presenze sacrificabili quando diventano anziani o fragili. Sono esseri viventi e la loro tutela riguarda l’intera comunità».
Il caso di Bellaria-Igea Marina riapre infatti una riflessione più ampia sul rapporto tra esseri umani e animali domestici, soprattutto quando questi diventano vecchi, malati o bisognosi di maggiori attenzioni. La vecchiaia di un cane non può trasformarsi in una condanna. Un animale che ha condiviso anni di vita con una persona o una famiglia merita cura, rispetto e protezione fino all’ultimo giorno.
Il lavoro delle Guardie Zoofile di Fare Ambiente, in questa vicenda, dimostra quanto sia importante la presenza di presìdi attivi sul territorio, capaci di intercettare situazioni sospette, raccogliere elementi e collaborare con le autorità competenti. La tutela degli animali non passa solo attraverso l’indignazione, ma attraverso controlli, competenza, responsabilità e azioni concrete.
Ora sarà la giustizia a stabilire i fatti e le eventuali responsabilità. Ma sul piano civile e sociale un messaggio appare già chiaro: davanti alla violenza contro un animale indifeso non possiamo restare indifferenti.

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