Opinioni 14:21 | 19/06/2026 - Dall'Italia

Il Futurismo nel passato di Caorle. Resoconto di un viaggio di oggi

Caorle. The small Venice. Piccolo borgo di pescatori sul litorale veneto.

Ora di arrivo: 16: 07.

Motivi del viaggio:  

  • Mangiare cozze a km 0, ininterrottamente, una dietro l'altra.
  • Godere dei colori di una Street Art di pregio internazionale.
  • Godere della lentezza di un'atmosfera fatta di mare, di sapori antichi, di reti da pesca lasciate lì, sul pontile, perchè tanto “domani è un'altro giorno”.
  • Capire che ci azzecca una mostra sul Futurismo, “Futurism: prophecy and revolution”; nella lentezza di un'atmosfera fatta di mare, di sapori antichi, di reti da pesca lasciate lì, sul pontile, perchè tanto “domani è un'altro giorno”.

Arrivo sul pontile dei pescatori. 

Cammino a passo indeciso, guardandomi un po' intorno. E subito capisco che ovunque direzioni i mie occhi posso focalizzarmi su qualcosa che non avevo mai visto prima, e che a tutti i costi si vuole far notare: la Street Art di un enorme gatto che ti fissa con un pesce in bocca, una barca attraccata dal nome “Gigolò” scritto a lettere cubitali, il cartello sproporzionato “OGGI Rost Beef all'inglese!” di un caseificio che OGGI aveva deciso per la carne (manca la “A”, ma si capiva uguale.)

Ore 16 36. Arrivo al Centro Culturale A. Bafile. Rio Terà delle Botteghe. Location della mostra “Futurism: prophecy and revolution”. Sopralluogo. Ore di apertura 18.30.

Scruto la locandina, e apprezzo la scelta di mettere come sfondo un quadro che rientra in quella tendenza del Movimento, realistica e fotografica, definita dal fondatore Marinetti di “paesaggi e urbanismi visti dall'alto e in velocità”: la tendenza aeropittorica. Quindi la prospettiva è dal cielo. Scruto l'immagine per cinque minuti buoni. La mia mente è in loop. “Il dipinto è del futurista Tullio Crali o del futurista Alfredo Gauro Ambrosi?”. Sono indecisa come se dovessi scrivere “Rost beef” a lettere cubitali in un cartello sproporzionato, ma apprezzo comunque che la foto, che non avevo mai visto prima, non vuole farsi notare a tutti costi.

Ore 16 41. Ho il tempo per una passeggiata sul lungomare. Ma sfortunatamente non è più tempo per una Pepata di Cozze. Meglio un gelato.

Capisco così che, nella lentezza di un'atmosfera fatta di mare, di sapori antichi, di reti da pesca lasciate lì, sul pontile, perchè tanto “domani è un'altro giorno”, il gelato a Caorle ha un occhio verso il futuro e l'innovazione. Gusto: foglie di fico. E passeggiando nel lungomare che porta verso la caratteristica Chiesetta dell'Angelo ho come la sensazione che a Caorle il presente non esista. Il tempo ò è nel passato, o è nel futuro. Il presente invece è un tempo evanescente, quasi imprendibile. O ti slanci in avanti, o ti slanci all'indietro. Quindi se proprio OGGI prepari il Roast Beef, in qualche modo quell' “oggi” lo devi evidenziare. Ora capisco, tutto ci azzecca. Ed è bastata una foglia di fico.

Ore 18 30. E' ora della mostra. 

Dall'ufficio stampa:

“Una mostra di oltre 60 opere, promossa dal Comune di Caorle e curata da Matteo Vanzan di MV Arte, che vuole raccontare il Futurismo come la vera grande rivoluzione che fu, in grado di rinnovare non solamente le arti visive, ma, per certi versi, anche la vita stessa. Le opere, provenienti da prestigiose collezioni private e pubbliche come il Patrimonio artistico Banco BPM e il Museo dell'Aeronautica G. Caproni di Trento, si alterneranno in un percorso di pittura, scultura, fotografia, manifesti e arte applicata con una particolare attenzione per le pubblicazioni futuriste. Opere di Italo Fasolo (Fasullo), Alfredo Gauro Ambrosi, Cesare Andreoni, Luigi Bonazza, Bot, Anselmo Bucci, Tullio Crali, Giulio D'Anna, Renato Di Bosso, Michele Falanga, L. R. Johannis, Marisa Mori, Francesco Balilla Pratella, Fides Testi Stagni, Osvaldo Toschi, Tato e molti altri.”

“Il dipinto della locandina è del futurista Tullio Crali o del futurista Alfredo Gauro Ambrosi?” La lista di artisti dell'ufficio stampa non mi aiuta, visto che compaiono entrambi. Entro, e la mia mente è ancora in loop.  Ma capisco di non essere sola nel mio malessere esistenziale quando mi imbatto nel “Ritratto del pittore Francesco Ghittoni”, dell'artista Bot. Anche lui ha un'aria emblematica, e decido così di fare un selfie con lui. 

Dopo aver trovato un po' di compagnia in un ritratto futurista, ma del passato, mi concentro sull'oggi, e su quel poco di presente che riesco ad afferrare. L'esposizione è un susseguirsi di stanze a tema, che riescono a cogliere la forza visionaria di artisti che aderirono a questo Movimento; dando uno spaccato lineare  e coerente di quello che è stato il Futurismo in Italia. Dal Manifesto di Marinetti, attraverso la prima metà del Novecento, fino al Secondo Dopoguerra. In mostra anche la lettera di Umberto Boccioni, esponente fondamentale dell'Avanguardia, dove si parla di “Profezia” e “Rivoluzione”, che ha dato l'ispirazione al nome della mostra.

E finalmente è lì, lo vedo.  

“Scendendo in città dal cielo”, di Alfredo Gauro Ambrosi.

Ore 20. 30 Mi posso abbandonare alla Pepata di Cozze a km 0. Senza più dubbi. O quasi. Forse chiederai al tizio della barca ancora  attraccata al porto perchè la scritta “Gigolò” a lettere cubitali. Ma “domani è un'altro giorno”.

Stefania Bozzo

Cronaca