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Cronaca 15:22 | 19/11/2019 - Rimini

Locali rumorosi: in 10 mesi 46mila euro di sanzioni

Il rispetto degli orari legati alla musica nei locali è un’attività importante, imposta dal regolamento per la tutela dell’inquinamento acustico, che mira al contenimento ed all'abbattimento delle emissioni sonore derivanti dall'esercizio di attività che impiegano sorgenti sonore. 
Dall’inizio dell’anno i controlli svolti dalla Polizia Locale di Rimini hanno prodotto importanti risultati sia in riferimento alla prevenzioni che per la repressione e contestazione delle violazioni. Dal report, fornito dagli uffici della Polizia Locale,  infatti, emerge che sono 187 in tutto i controlli effettuati sul territorio comunale, dall’inizio dell’anno fino al 31 ottobre. Un’intensa attività per la quale sono state rilevate 51 situazioni non regolari, che hanno prodotto altrettante sanzioni, per un totale di € 46.152. Un numero importante, al quale si devono aggiungere anche 3 informative alla Procura della Repubblica come prevede l’art 659 del C.P.
A tutte queste violazioni si sono applicati i nuovi criteri per le sanzioni ai pubblici esercizi che violano i limiti per le emissioni sonore, per i quali, alla prima violazione accertata dalla Polizia Locale, è prevista  la diffida. Per le attività che sono incorse per la prima volta in questo tipo di violazione, sarà inviato una sorta di avvertimento, affinché l’episodio non si ripeta. Le sanzioni invece sono  applicate in maniera graduale e progressiva per i recidivi,  con la sanzione massima di sospensione fino a tre giorni dell’attività, come ordinato dalla Legge Regionale.  E’  prevista infatti, da questa norma,  la sospensione di un giorno alla ricezione della seconda violazione, due giorni al terzo episodio accertato e tre giorni per ogni successiva violazione nell’arco dei dodici mesi precedenti. La data di esecuzione della sospensione dell’attività sarà ordinata con decorrenza dal ventesimo giorno successivo alla notifica del provvedimento definitivo, senza quindi alcuna possibilità di discrezionalità da parte degli uffici.