Opinioni 12:45 | 15/04/2026 - Rimini

Benaglia: "La comunicazione? Ecco come funziona nella nostra città"

"Caro Diario, ho creato uno schema sui metodi comunicativi riminesi.

Il comunicato stampa: arriva direttamente dell’ufficio comunicazione del Comune di Rimini, curato nei minimi dettagli, è fedele alla narrazione ufficiale, trasforma ogni atto amministrativo in un’opera prontamente realizzata. Stando ai comunicati stampa viviamo in una città dove il turismo va fortissimo, non esiste criminalità, siamo più belli di Cavallino Treporti e abbiamo già completato la scuola Fai Bene, il PSBO, il nuovo Stadio, l’ex Questura e il Belvedere a Torre Pedrera. Giudizio sintetico: Istituto Luce.

L’intervista giornalistica al Sindaco e agli Assessori. Qui la situazione diventa un po' complicata da gestire, ma niente di preoccupante. Al nostro Sindaco gli si deve riconoscere un’abilità comunicativa molto elevata che difficilmente lo fa mettere nei guai. Gli Assessori invece a volte si lasciano andare un po' troppo, ma la lunga mano dell’ufficio stampa comunale arriva e sistema quasi sempre tutto. Giudizio sintetico: in un modo o nell’altro la rimediamo.

Incontri Istituzionali. Qui la narrazione non subisce scossoni, tutti i membri della Giunta sono sempre perfetti. Mai domande scomode, mai attacchi frontali. Tutti patinati, sorridenti, belli come il sole. Giudizio sintetico: vi piace vincere facile

Incontri con la cittadinanza. È in questi frangenti che si vede la vera caratura politica. Il Sindaco raramente va in difficoltà e se succede devia abilmente il discorso o attacca per primo con violenza verbale elevata, non lascia parlare, fa le facce. Se il discorso prende una brutta piega lo chiude accusando l’interlocutore di essere “nemico della città”.

Gli assessori invece si differenziano molto tra di loro: chi inventa dati, chi parla con esempi calcistici, chi non si presenta proprio, chi simula telefonate quando le questioni si fanno serie. Quando non riescono ad arginare le situazioni iniziano a fare promesse o a elencare opere inutili per distrarre l’attenzione: abbiamo investito 23 milioni in lampioni nuovi, sistemeremo la stazione di Viserba, abbiamo un privato che darà spazio all’area sgambamento cani, ecc.

A volte, quando il clima si fa nero, succede che l’organizzatore della serata rimprovera il pubblico di essere stato maleducato nelle sue contestazioni. Voto sintetico: “la verità ti fa male, lo so” (va letta con la voce di Caterina Caselli)

Post su Facebook. Questo metodo non è per tutti. Il nostro assessore ai lavori pubblici è quello che lo usa di più per comunicare, senza filtri in prima persona. Ultimo esempio qualche giorno fa. Riassunto del post su Sei di Viserba Se. “Un po’ di chiarezza: il sottopasso di Viserba non verrà chiuso, ma verrà spostato più a sud e verrà chiuso solo per i lavori spostamento, ma la responsabilità è di RFI non del Comune. Il Comune però ha il merito di non averlo chiuso ma non ha responsabilità dei tempi dei lavori”. Qui si compie tutta l’abilità del dire senza dire, dichiarando chiarezza su un progetto che nessuno conosce, intestandosi eventuali meriti di un’opera che ufficialmente non esiste scaricando comunque le colpe su RFI. Voto sintetico: Tafazzi.

Incontro uno ad uno, che sia di persona o telefonico. Senza filtri e senza testimoni si scopre la vera natura del potere. Minacce e insulti sono alternati a tentativi di convincimento o promesse varie. Se si regge la pressione e gli si tiene testa puoi entrare nella cerchia di quelli che non vengono salutati quando ti incontrano. Giudizio Sintetico: Marchese del Grillo

Caro Diario questa è la nostra vita nel magico mondo della politica riminese. Comunicazione unidirezionale, vagamente Orwelliano, abilmente esposta da consiglieri comunali che svicolano dal loro dovere di collante con la cittadinanza, restando in silenzio o cercando di indossare varie casacche a seconda del luogo in cui si trovano: oggi semplici cittadini ai forum, domani albergatori nell’associazione di categoria, sempre però omettendo il loro ruolo per togliersi dalle responsabilità politiche delle loro parole.

Il va tutto bene come unico mantra accettato, unito alla continua richiesta di essere “ragionevole” nei rapporti politici, ha portato la città ad essere sostanzialmente spaccata in due: chi crede ragionevolmente al mondo delle favole e chi guarda la realtà per com’è. Bisogna solo scegliere da che parte stare".

Stefano Benaglia

Cronaca