Per info e segnalazioni:
Per info e segnalazioni:
geronimo it sar-un-festival-del-cinquantennale-in-3-atti-i-dettagli-A15133 002 Max 24° Lunedì 13 Luglio 2020
geronimo it sar-un-festival-del-cinquantennale-in-3-atti-i-dettagli-A15133 003 Per info e segnalazioni: +39 3339968310 -
Cronaca 16:20 | 30/06/2020 - Santarcangelo

Sarà un Festival del Cinquantennale in 3 atti, i dettagli

La notizia rilevante è che il Festival ci sia e ci sia in una forma autentica, ha in sostanza affermato il presidente Boccia Artieri. “In questi mesi ci siamo chiesti più volte come poteva essere il futuro del Cinquantennale, senza rinunciare alla capacità di ideazione, di lavorare sul territorio e sugli spazi, a fronte delle tante limitazioni imposte dalla pandemia. Abbiamo quindi cercato di immaginare comunque un Festival e siamo stati una delle prime realtà che si è mossa a livello istituzionale per rendere possibile questo tipo di eventi”. “Grazie a questa capacità di ripensare al Festival alla luce di una situazione profondamente mutata – ha proseguito Boccia Artieri – siamo stati in grado di confermare la manifestazione che si svolgerà in tre atti. Il primo, dal 15 al 19 luglio, vede un progetto artistico particolarmente ricco e ambizioso nonostante i limiti. Nel secondo atto, in programma a dicembre, saranno invece presenti al Lavatoio le compagnie giovani, mentre il terzo atto, che chiuderà il 50ennale si terrà nel 2021 e sarà un festival a forte internazionalità, come quelli che siamo abituati a conoscere. Dover cancellare un progetto già costruito è stato lo sforzo maggiore, e il mio grazie va prima di tutto alla direzione artistica e allo staff per aver smontato e ricostruito da zero il Festival e per averlo ripensato e re-immaginato nonostante lo shock che abbiamo vissuto in questi mesi. Un grazie va infine anche alle compagnie che hanno accettato questa sfida e a tutti coloro che hanno visto in Santarcangelo una speranza e la possibilità di ricominciare”.

Daniela Nicolò ha sottolineato come anche durante l’emergenza sanitaria “non abbiamo mai voluto rinunciare al Festival, ma anzi, abbiamo voluto continuare a immaginarlo con lo stesso titolo, Futuro Fantastico, pensato prima della pandemia. Rinunceremo temporaneamente agli artisti internazionali, ma chiameremo artisti locali e attiveremo molti progetti partecipativi capaci di valorizzare gli spazi all’aperto. Abbiamo infatti ripensato alla geografia di Santarcangelo puntando su 4/5 spazi e a luoghi come piazza Ganganelli che non abbiamo voluto chiudere. Ospiterà infatti un workshop, che analizza delle opere d’arte e le trasforma in danza, al quale possono partecipare tutti, bambini e anziani compresi. In piazza ci sarà anche il cinema con una programmazione rivolta alla giovane scena italiana in collaborazione con il festival di Riccione. In programma anche collaborazioni con “Fuori orario” di Rai Tre e con Lepida tv”. “Un altro spazio strategico sarà il parco Baden Powell che ospiterà tre palchi – prosegue Daniela Nicolò – da quello più grande per spettacoli più strutturati, che verrà inaugurato da uno spettacolo sui migranti di Davide Enia, a quello più piccolo, che ha come scenario il bosco. Allo Sferisterio, invece, verrà concentrato il programma musicale che ospiterà etichette discografiche dell’Emilia Romagna, compresa una di Santarcangelo. Di fianco all’area spettacoli, ci sarà anche un piccolo caffè-ritrovo in cui ci si potrà incontrare prima e dopo gli spettacoli e i concerti. Un altro spazio del Festival sarà poi piazza Galassi; all’area Campana si terrà invece un evento speciale con Zapruder”.

Anche Enrico Casagrande ha sottolineato il fatto che non è mai stata abbandonata la possibilità di fare il Festival, di continuare una sfida verso il tempo che sembrava impossibile da riconquistare. “L’idea di rimettersi in gioco su questa nuova onda non è stata facile: abbiamo deciso di cambiare alcune prospettive rispetto alla dimensione teatrale pura e semplice, abbiamo coinvolto artisti che si occupano di teatro partecipato e chi interviene, in questo modo diventa lui stesso attore partecipante. Ci è sembrato importante – conclude Enrico Casagrande – rimettere al centro il cittadino-spettatore come forza e spinta per costruire questo Festival”.

Il sindaco Alice Parma ha ricordato quanto il festival rappresenti un pezzo di storia della città. Questa rimodulazione del festival reinventa lo spazio pubblico per creare un’arte e un lavoro possibili anche dopo la pandemia. Abbiamo visto come ogni volta il festival ci pone temi che vanno oltre i nostri confini perché il festival ci fa interagire con il resto del mondo, mentre quest’anno non possiamo ospitare le compagnie internazionali. Ma il festival è capace di reinventarsi e di porci ogni volta nuovi interrogativi.