Una situazione di totale e inaccettabile abbandono istituzionale sta consumando i giorni di Giuseppina Conchiglia, cittadina residente a Montefiore Conca. La donna è rimasta vittima di un grave incidente stradale lo scorso sabato 20 giugno a San Giovanni in Marignano, riportando una seria frattura del bacino e una prognosi iniziale di 30 giorni. Oggi, a distanza di quasi due settimane, si trova completamente allettata, impossibilitata a muoversi e priva di qualsiasi assistenza pubblica. La gravità della vicenda è amplificata dal drammatico isolamento della signora Conchiglia. La donna vive da sola e non ha parenti prossimi. A causa della gravissima frattura, è oggettivamente impossibilitata a svolgere le più elementari funzioni quotidiane: non può fare la spesa, lavarsi, accudire la casa né prendersi cura di se stessa in alcun modo.
Il silenzio dei Servizi Sociali e lo schieramento della rete solidale
Davanti a questa emergenza umana e medica, si sono attivati immediatamente il consigliere comunale di Montefiore Conca, Simone Mazzi, e il medico curante della donna. Entrambi hanno provveduto a inviare una segnalazione urgente ai servizi sociali competenti dell'Unione della Valconca, allegando i documenti d'identità e i referti medici del Pronto Soccorso, chiedendo un tempestivo e celere intervento domiciliare per sanare la situazione. Tuttavia, ad oggi 2 luglio – a ben 13 giorni dal sinistro – i servizi sociali dell’Unione della Valconca non si sono ancora fatti vivi presso l’abitazione della malcapitata, né hanno attivato alcuna misura di sostegno. Un ritardo inconcepibile che ha trovato come unica ed efficace risposta il grande cuore della comunità locale. Immediatamente, infatti, si è mobilitata una fitta rete solidale di cittadini che, attraverso l'associazione "Alla scoperta dei tesori della Valconca", si è subito attivata per prestare assistenza alla donna. Moltissimi residenti si sono resi disponibili per turnarsi quotidianamente, cucinare pasti caldi, farle compagnia e accudirla con cura anche nelle piccole ma essenziali necessità di ogni giorno, inclusa l'igiene personale. Una supplenza civica straordinaria che colma il vuoto lasciato dalle istituzioni, ma che non cancella la gravità della latitanza pubblica.
La dura denuncia del Consigliere Simone Mazzi: "L'Unione deve scegliere: o cresce o si scioglie"
Il consigliere comunale Simone Mazzi ha rilasciato una dichiarazione al vetriolo, alzando il tiro del dibattito politico e ricollegandosi alle note posizioni critiche già espresse sul territorio da Cristian D'Andrea in merito alla gestione dell'ente sovracomunale: "Se l'Unione della Valconca deve fare una propria valutazione se continuare a esistere oppure se sciogliersi, è proprio per casi vergognosi come questo. Non è assolutamente ammissibile che nel 2026 i servizi sociali impieghino ben 13 giorni per attivarsi a favore di una persona che ha subito un grandissimo incidente e che si trova in uno stato di totale isolamento. Lasciarla sola in queste condizioni è semplicemente indegno. In questo senso — continua il consigliere Mazzi — condivido pienamente le dichiarazioni e la linea espressa da Cristian D'Andrea in merito all'Unione della Valconca. L'ente si trova davanti a un bivio identitario e funzionale non più rimandabile: deve scegliere se crescere una volta per tutte, strutturandosi per dare risposte immediate e reali ai bisogni dei cittadini, oppure se prendere atto del proprio fallimento e sciogliersi. Non possiamo più tollerare un carrozzone burocratico che si dimentica degli ultimi proprio nel momento del massimo bisogno, costringendo il tessuto associativo e il volontariato a fare ciò che spetterebbe di diritto allo Stato."
Sempre secondo Mazzi "ol caso solleva una pesante ombra sull'efficienza del welfare locale gestito dall'Unione. Quando la rete familiare manca completamente, le istituzioni dovrebbero rappresentare la prima linea di difesa e sicurezza per i cittadini più fragili. Nel caso di Giuseppina Conchiglia, per ora, la burocrazia ha fallito, e solo la straordinaria solidarietà dei cittadini di Montefiore sta salvando una vita dall'abbandono.

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