Grande successo per la mostra “Adalberto Pazzini (1898-1975). La reinvenzione della storia tra Verucchio e Roma”, che ha registrato 4.105 presenze dall’inaugurazione del 6 settembre. L’esposizione curata da Sara Masinelli, Stefano De Carolis, Alessandro Aruta, Maria Conforti proseguirà fino al 12 aprile per continuare a proporre ai visitatori un viaggio nella Storia e nella Storia della Medicina, che permette di scoprire una figura d’eccezione come quella di Adalberto Pazzini.
Verucchio era per Pazzini un luogo di svago, studio e sperimentazione: era stato incaricato dall’amministrazione di completare il restauro della Rocca Malatestiana, iniziato da altri nel 1929. Ricevendo carta bianca, Pazzini volle riportare la Rocca a come doveva presentarsi ad inizio Cinquecento, seguendo un approccio museografico particolare e innovativo. Dalle campagne archeologiche da lui intraprese nell’area della Rocca emersero materiali antichi, poi inseriti all’interno di ricostruzioni d’ambiente da lui direttamente realizzate. Le fotografie storiche esposte in mostra fanno vedere le stanze concepite da Pazzini all’inizio degli anni Sessanta: le immagini trovano corrispondenza con oggetti esposti e da lui creati, come sculture ed elmi in cartapesta, mobili decorati a pastiglia dorata.
L’idea di affiancare oggetti davvero antichi a falsi e a riproduzioni è per Pazzini un modo per raccontare la storia del luogo attraverso testimonianze fisiche e materiali, creando un racconto omogeneo e coerente. Un’omogeneità che colma le sue lacune con gli artifici: un approccio che Adalberto utilizza anche nelle sue raccolte romane di Storia della Medicina, da cui provengono alcuni oggetti esposti. Le copie degli strumenti scientifici sono alla base dell’approccio didattico tenuto da Pazzini durante il suo insegnamento, fondato sull’abbinamento di teoria e pratica. I falsi sono ammessi per perseguire l’obiettivo del racconto della storia dell’uomo e della medicina, che parte dalla “primitività” ed arriva al moderno. Un approccio che mostra lo spirito pionieristico di Pazzini, e che lo connette con le più moderne tendenze museografiche a lui contemporanee. In particolare, stupisce la vicinanza di intenti tra Pazzini ed un’altra delle figure fondamentali della Storia della Medicina internazionale, Sir Henry Wellcome. Imprenditore, museografo e importantissimo collezionista di migliaia di oggetti legati alla storia dell’uomo e della medicina, realizzerà a Londra una delle collezioni di oggetti più vaste d’Europa. Gli allestimenti che Pazzini realizza per la Rocca di Verucchio sono stati mantenuti fino a circa gli anni Ottanta del secolo scorso, non sono mancate vicende misteriose: ne è un esempio il furto avvenuto nel 1977 a cui una delle sale espositive è dedicato. In una notte di primavera, alcuni malintenzionati trafugarono reperti archeologici e alcune opere allestite da Pazzini, oggi ancora disperse.
Da settembre ad oggi sono stati tanti gli eventi legati alla mostra, che è stata al centro di convegni, conversazioni, visite guidate e laboratori. Iniziative simili proseguiranno anche durante i prossimi mesi.
La mostra sarà visitabile fino al 12 aprile presso la Rocca Malatestiana di Verucchio durante gli orari di apertura del sito ed inclusa nel costo del biglietto.

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